Alberi uccisi dagli insetti utilizzati per fare biocarburante

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Washington ha trovato un modo per creare biocarburante dal legno dei pini morti, in particolare quelli uccisi dagli insetti, ancora più in particolare dai cosiddetti coleotteri dei pini di montagna (Dendroctonus ponderosae), uno dei maggiori responsabili per il decadimento degli alberi nelle foreste degli Stati Uniti.

Si calcola che questi coleotteri abbiano distrutto più di 40 milioni di ettari di foresta nei soli Stati Uniti occidentali, un’area che può essere considerata, per estensione, simile a quella dello Stato di Washington. Si tratta, dunque, di ampie zone conifere lasciate letteralmente a morire.

Questi insetti, infatti, si rivelano essere veri e propri killer: introducono un fungo che impedisce alle sostanze nutritive e all’acqua di viaggiare all’interno dell’albero.
I coleotteri posano le uova sotto la corteccia (vedi immagine sopra) e le larve contribuiscono ad uccidere gli alberi, a volte entro diverse settimane dall’inizio dell’attacco.

Questi alberi morti in piedi possono collare in qualsiasi momento o rivelarsi facile combustibile per gli incendi.
I metodi su come spostare, eliminare o anche sfruttare queste ampie risorse letteralmente morte vengono studiati a più riprese da esperti ricercatori vari ma le soluzioni definitive languono.

Il suddetto gruppo di ricerca è riuscito a trasformare in carburante il legno di questi pini morti. Secondo Fernando Resende, professore ordinario di scienze e ingegneria delle biorisorse presso la School of Environmental and Forest Sciences dichiara che l’obiettivo del progetto è ridurre non solo i costi ma anche dare un valore commerciale ai carburanti prodotti per rendere la diffusione stessa del procedimento maggiore perché più conveniente.

Il processo vede il riscaldamento di piccoli pezzi di materiale organico in una camera senza ossigeno a circa 500 gradi Celsius, finché il materiale solido diventa vapore. Mentre il vapore aumenta e si muove in altre camere, si raffredda e diventa un carburante liquido bruno scuro.

Fonti e approfondimenti

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