Cervello di un verme caricato nel computer reagisce a stimolazione come nella realtà

Il nematode Caenorhabditis elegans è un piccolo vermiciattolo lungo circa un millimetro con un organismo più che semplice. Dal punto di vista scientifico, soprattutto dal punto di vista neurologico, si tratta di uno degli esseri viventi più conosciuti e più Studiati. Il cervello di questo piccolo organismo, infatti, è stato del tutto decodificato, neurone per neurone (non che ce ne siano moltissimi, in verità, nel suo cervello: solo 300, tuttavia il processo che ha portato alla decodifica dell’intera struttura cerebrale ha fatto sudare sette camice a neurobiologi ed informatici).

Il cervello di questo piccolo vermiciattolo è stato poi trasferito sullo computer e già da qualche anno si susseguono esperimenti su esperimenti per verificare se la versione digitale del suo cervello possa rivaleggiare con quella reale.
Un ulteriore esperimento è stato svolto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Vienna. Questa volta i ricercatori hanno voluto verificare se il vermiciattolo in versione digitale reagisse agli stimoli come avviene nel mondo reale. Ed in effetti così è stato: il verme simulato nel computer reagiva ad una simulazione virtuale in maniera esattamente uguale a quanto avveniva nella realtà, non per un effetto di programmazione ma solo perché questo comportamento è insito nella rete neurale stessa.

Nella realtà, infatti, questo piccolo verme, qualora lo si tocchi, reagisce in maniera istintiva allontanandosi. Questo comportamento è causato dalle cellule nervose del verme e dalle varie commissioni che ci sono fra di loro.
Secondo Mathias Lechner, uno degli attori della sperimento, “Con l’aiuto dell’apprendimento rinforzato, un metodo noto anche come ‘apprendimento basato sull’esperimento e sulla ricompensa,’ la rete di riflessi artificiali è stata addestrata e ottimizzata sul computer. Il risultato è un controller, che può risolvere un problema tecnologico standard – stabilizzare un palo, bilanciato sulla sua punta, ma nessun essere umano ha scritto nemmeno una riga di codice per questo controller, è appena emerso dall’addestramento di un sistema nervoso biologico”.

Fonti e approfondimenti




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