Cinesi inventano riso che cresce nell’acqua del mare

Il riso è un alimento che è relativamente facile da coltivare ma che ha un solo difetto: richiede tantissima acqua dolce, qualcosa che, in certe zone del mondo, non è sempre disponibile e che comunque alza sempre il costo finale. La coltivazione di riso, come è noto, è estremamente diffusa in molte parti dell’Asia ma in alcune zone costiere del sud-est asiatico, come la Cina orientale o il Bangladesh, milioni di ettari di terra sono minacciati dalla sanità del suolo.
Se il livello di sale nell’acqua comincia ad aumentare e supera un certo limite va a colpire la fisiologia stessa della pianta e può arrivare a distruggere intere colture.

Una nuova ricerca, effettuata al Centro Ricerche e Sviluppo del Rice Tolerante Saline-Alkali a Qingdao, Cina orientale, mostra che è possibile coltivare riso anche nell’acqua salata. I ricercatori sono infatti riusciti a coltivare piantagioni di riso utilizzando acqua di mare prelevata dalla Mar Giallo e la pianta è cresciuta proprio come il riso classico.

Si tratta di una ricerca che è durata decenni ma solo oggi i ricercatori hanno dichiarato di aver raggiunto una resa media globale adatta per l’utilizzo commerciale (circa 4,5 tonnellate per ettaro).
Attualmente il riso prodotto con questo sistema costa 50 yuan (circa 6,4 €) a kilogrammo, un costo otto volte superiore a quello del riso classico tuttavia il prezzo dovrebbe scendere ancora di più non appena la produzione di massa verrà innescata.

Inoltre, secondo i ricercatori questa tipologia di riso, dovendo sopravvivere in un ambiente che risulta più duro rispetto a quello con acqua dolce, sviluppa particolari geni che permettono loro di resistere meglio agli attacchi di determinate malattie o insetti, soprattutto quelli che agiscono alla radice o al basso gambo.

Fonti e approfondimenti

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