Composti derivati dall’uva possono attenuare depressione

Almeno due composti derivati dall’uva, l’acido diidrocaffeico (DHCA) e la Malvidin-3-glucoside (Mal -gluc) possono aiutare ad attenuare la depressione: è la conclusione a cui è arrivato uno studio pubblicato oggi su Nature Communications portato avanti da un gruppo di studiosi della Icahn School of Medicine at Mount Sinai, facoltà di New York.
Questi due componenti potrebbero essere dunque utilizzati in farmaci come agenti terapeutici per la depressione, una malattia che necessita sempre più nuove terapie per gli effetti avversi di molti farmaci su una buona percentuale di pazienti.

Secondo i ricercatori, infatti, gran parte degli antidepressivi odierni agisce essenzialmente sulla serotonina, sulla dopamina e sugli altri neurotrasmettitori ad essi correlati. Questi trattamenti, però, non vanno a toccare quelle anormalità che coinvolgono le sinapsi, quelle strutture che fanno sì che i segnali chimici possano saltare di neurone in un neurone.
Già precedentemente si era scoperto che i polifenoli, anch’essi presenti nell’uva, avevano una buona efficacia nel trattare la depressione anche se i meccanismi con cui agiscono ancora tendenzialmente sconosciuti.

Questo nuovo studio, portato avanti dalla neurologo Giulio Maria Pasinetti e da un team di ricercatori della Icahn School, ha scoperto invece che una preparazione bioattiva di polifenoli dietetici a base di derivati polifenolici dell’uva, può essere efficace nel contrastare la depressione, almeno nei topi su cui il composto è stato sperimentato.
Secondo Pasinetti, questo “approccio all’utilizzo di un trattamento combinato di DHCA e Mal-gluc per inibire simultaneamente l’infiammazione periferica e modulare la plasticità sinaptica nel cervello funzionano in sinergia per ottimizzare la resilienza contro i fenotipi simili alla depressione indotti dallo stress”.

Fonti e approfondimenti




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