Controllare sciami di droni con il cervello sarà possibile tra cinque anni

Secondo Panos Artemiadis, direttore del laboratorio HORC all’Università di Stato dell’Arizona, entro un periodo stimabile in cinque anni sarà possibile controllare sciami di droni tramite interfacce collegate direttamente al cervello. Una tecnologia del genere risolverebbe tutti quei problemi che nascono quando si devono radiocomandare da distanza più droni al fine di far loro eseguire compiti anche diversi ma allo stesso tempo.

Oggi, per eseguire operazioni di questo tipo a distanza, ossia radio comandare sciami di droni, è richiesto il lavoro di più operatori umani in contemporanea e ciò rappresenta un problema non da poco per quanto riguarda il coordinamento.

Proprio perché tramite il cervello è possibile controllare più robot contemporaneamente e quindi coprire distanze o fare osservazioni di aree più vaste, una tecnologia del genere sarebbe utile in molteplici contesti.

Tuttavia i principali, secondo il ricercatore, potrebbero essere le missioni di ricerca e salvataggio, il monitoraggio delle diffusioni degli incendi, le analisi riguardanti il comparto dell’agricoltura (sarà per esempio possibile scoprire quali aree hanno più bisogno di irrigazione rispetto ad altre con conseguente minore spreco di acqua), o anche per il semplice divertimento o l’intrattenimento.
Da non dimenticare il comparto della sorveglianza, comparto che tra l’altro già oggi vede l’utilizzo dei droni in molti settori.

Fonti e approfondimenti

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