Dettare con il cervello 100 parole al minuto al pc? Facebook ci prova

Le interfacce vocali, in particolare per quanto riguarda la dettatura, sia di semplici messaggi che di testi più lunghi, hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni e i principali sistemi operativi dei dispositivi mobili, in primis Android e iOS, hanno equipaggiato i propri software con la possibilità di dettare, semplicemente pronunciando le parole, qualsiasi cosa con un ottimo grado di rendimento (che tra l’altro migliora sempre di più in anno in anno).
Se questa tipologia di interfaccia per dettare e per scambiare messaggi potrà sembrare l’ultima frontiera della tecnologia informatica legata al rapporto tra l’utente e la macchina, probabilmente vi state sbagliando.

È già da diversi anni, infatti, che molti dei più grandi big della tecnologia mondiale stanno tentando di sviluppare interfacce grazie alle quali non ci sarà nemmeno più bisogno di pronunciare le parole ma basterà solo pensarle.
Regina Dugan, leader del gruppo segreto di ricerca hardware di Facebook, ha fornito questa settimana le prime informazioni ufficiali riguardanti ciò su cui la sua organizzazione sta lavorando.

Oltre alle informazioni legate allo sviluppo della realtà aumentata, che non rappresentavano vere notizie in quanto le voci circolavano già da diversi mesi, la Dugan ha confermato che Facebook sta lavorando su diversi sensori non invasivi che consentono alle persone di comunicare tramite dispositivi informatici utilizzando semplicemente il pensiero. L’obiettivo dell’azienda è quello di poter scrivere al computer più di 100 parole al minuto semplicemente pensandole.
Il problema particolare che stanno affrontando è legato al fatto che tutto ciò che si pensa non è quello che si vuole realmente dettare. Questo “rumore di fondo” rappresenta ancora l’ostacolo principale per queste tipologie di interfacce che riescono a riconoscere, elettricamente, i segnali neurali differenziandoli gli uni dagli altri.

In questo progetto Facebook sta collaborando con ricercatori di vari istituti, universitari e non.
La Dugan ha lasciato intendere con un giorno sarebbe possibile pensare in cinese mandarino e poi sentire le parole di questo stesso pensiero in un’altra lingua, per esempio in spagnolo, tramite l’altoparlante di un semplice dispositivo mobile. Si tratta di un potere che dà la capacità a centinaia se non a miliardi di persone in tutto il mondo di poter non solo comunicare tramite lettura e scrittura ma anche tramite il solo pensiero.
Una cosa che forse per qualcuno potrà sembrare invasiva ma che, molto probabilmente, rappresenta il futuro delle comunicazioni globali.

Fonti e approfondimenti

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