Elettricità prodotta da movimenti del corpo per alimentare lo smartphone

Una ricerca portata avanti da alcuni scienziati dell’Istituto di Tecnologia di Karlsruhe (KIT) si concentra sulla possibilità di utilizzare i movimenti del corpo per alimentare i dispositivi elettronici, come ad esempio smartphone, apparecchiature mediche, peacemaker, eccetera. Si tratta di un’idea non nuova ma che non ha mai trovato un’applicazione pratica o addirittura commerciabile.
Questo perché tutti i metodi sperimentati per sfruttare i movimenti del corpo, che comunque avvengono quotidianamente (si pensi per esempio a camminare), sono spesso troppo limitati per produrre l’energia necessaria.

Christian Pylatiuk dell’Istituto per l’Informatica Applicata (IAI) insieme ai suoi colleghi ha però sviluppato due metodi nuovi che sembrerebbero soddisfare tutti i requisiti. Tramite un piccolo cuscino riempito di una particolare liquido installato sotto il tallone è possibile sfruttare il passo dell’utente tramite un pistone che a sua volta alimenta un generatore. Si tratta di una riproduzione in miniatura di una centrale che sfrutta l’energia mareomotrice, ossia l’energia prodotta dalle maree.
Il meccanismo, relativamente ridotto in dimensioni (vedi foto sopra), può essere installato anche in una scarpa, ad esempio una del tipo sportivo.

Un altro sistema, abbastanza simile, può essere portato sul polso, quasi come un orologio. In questo caso, per convertire i movimenti discontinui del braccio (non simili a quello dei passi) viene utilizzato un motore ad induzione con un magnete che si sposta avanti e indietro in una bobina. Questo secondo metodo, in particolare, al momento non risulta ancora sufficiente (vanta una potenza massima di soli 2,2 milliwatt) per caricare dispositivi mobili classici come ad esempio uno smartphone, tuttavia il gruppo di studio ci sta ancora lavorando.

Fonti e approfondimenti

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