Funghi bioluminescenti, scienziati spiegano reazione che porta alla luce

Il fenomeno della bioluminescenza, che si verifica quando un essere vivente emette una propria luce, è abbastanza conosciuto per quanto riguarda agli animali. Sono infatti moltissimi gli insetti e gli organismi marini (tra l’altro recentemente è stata scoperta anche una rana bioluminescente) che possono emettere luce ma per quanto riguarda i funghi le ricerche non sono mai state approfondite.
Esistono infatti diverse decine di specie di funghi bioluminescenti.

Questi ultimi brillano letteralmente nel buio per attirare insetti quali vespe, mosche, scarafaggi, formiche e altri. Una volta di insetti si avvicinano al fungo, infatti, le spore di quest’ultimo si attaccano al corpo potendo dunque essere trasportate in altri luoghi al fine di colonizzare altri territori.
L’effetto della bioluminescenza nei funghi è spiegata dalle molecole luciferine. Queste ultime interagiscono con un enzima luciferasi in presenza di ossigeno; la reazione provoca la produzione di una sostanza (oxyluciferina o ossiluciferina).

Nel corso del tempo, l’oxyluciferina libera l’ossigeno portando la luciferina al suo stato di base.
In sostanza, i funghi bioluminescenti sono capaci di emettere luce utilizzando praticamente solo l’ossigeno.
Inoltre, gli scienziati hanno scoperto che cambiando la quantità di luciferine, è possibile anche cambiare il colore della luce. Se questa scoperta può essere utilizzata per un’applicazione utile all’uomo, è ancora da decifrare.

Fonti e approfondimenti

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