Futuro delle notizie: giornalismo automatizzato sconvolgerà il mondo dell’informazione

Le possibilità riguardo alla diffusione del cosiddetto “giornalismo automatizzato “, ossia il mondo delle news composte più che altro da sistemi più o meno automatizzati se non da intelligenze artificiali, si rivelano sempre più concrete.
In uno studio presentato alla riunione annuale della Online News Association a Washington si pone sul tavolo questa questione e si analizzano in particolare le varie nuove tecnologie che presto si diffonderanno più o meno in maniera massiccia.

Interfacce vocali

Una di queste è l’interfaccia vocale. Lo studio stima, infatti, che il 50% delle interazioni che i consumatori hanno con computer o con dispositivi mobili avverrà tramite la voce entro il 2023 (già oggi una buona percentuale di utenti utilizza la voce, per esempio, per cercare con il proprio smartphone un’informazione su Internet).

E se alla ricerca di informazione o di una news la stessa macchina attuerà una risposta audio, c’è da chiedersi quale sarà il futuro vero del giornalismo e dei giornalisti dato che, probabilmente, questi non forniranno altro che il mero contenuto e forse, neanche più quello se si arriverà dell’intelligenza artificiale in grado di comporre automaticamente il testo delle notizie (già oggi, per esempio, alcune intelligenze artificiali sono in grado di interpretare dati visivi sviluppando algoritmi che descrivono ciò che vedono).

Intelligenza artificiale è una minaccia per il giornalismo?

Secondo la riunione, dunque, l’intelligenza artificiale stessa rappresenta, di fatto, una minaccia esistenziale per il futuro del giornalismo. Anche perché le stesse organizzazioni relative ai media e all’informazione non si stanno attrezzando in maniera adeguata, complice anche l’estrema velocità dell’avanzamento delle nuove tecnologie che, per certi versi, appaiono fuori controllo.

Queste stesse tecnologie, inoltre, sono in mano a poche, grosse aziende tecnologiche (Google, Amazon, Tencent, Baidu, IBM, Facebook, Apple e Microsoft, solo per citarne qualcuna).
La stessa associazione, dunque, raccomanda la sperimentazione e la collaborazione tra il giornalismo il mondo industriale, anche su larga scala, affinché i giornalisti stessi e i gruppi editoriali si possano organizzare in maniera più rapida all’avvento di queste nuove tecnologie.

Fonti e approfondimenti

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