Genoma umano decodificato con dispositivo tascabile

Un dispositivo portatile, definibile anche come tascabile, è stato utilizzato per decodificare il genoma umano. Si tratta di un dispositivo che non è più grande di un normale smartphone. Lo studio, pubblicato su Nature Biotechnology, è stato condotto da Matthew Loose, un professore dell’Università di Nottingham e il risultato finale può vantare, secondo i ricercatori, un’accuratezza del 99,88%.

Secondo Loose, e non è solo un’opinione sua, ci stiamo avvicinando sempre di più al momento in cui la decodifica del genoma completo di una persona potrà avvenire come semplice parte di un esame diagnostico dal medico.
Se si pensa che una volta, circa 20 anni fa, costava miliardi di dollari anche solo progettare la decodifica del completa genoma umano, si capirà che i progressi, almeno in questo campo, sono stati più che esponenziali.

Inoltre questo piccolo dispositivo impiega un tempo minimo rispetto ai procedimenti che avvenivano un tempo per la decodifica.
Secondo gli scienziati dietro al progetto, si tratta del primo dispositivo portatile che riesce a leggere lunghi filamenti ininterrotti di DNA con una precisione mai raggiunta finora.

Il dispositivo, denominato MinION e prodotto da una società chiamata Oxford Nanopore, prevede il passaggio di lunghi filamenti di DNA in un minuscolo foro, denominato nanoporo. Proprio il fatto che questo metodo riesce a leggere filamenti più lunghi del normale aumenta la precisione considerando che metodi con costi similari analizzano filamenti molto più corti, dunque mancando di precisione.

Per Nicholas Loman, uno scienziato dell’Istituto di microbiologia dell’Università di Birmingham, altro autore della ricerca, un giorno potrebbe essere anche possibile osservare come un paziente risponde ad un’infezione sequenziando il genoma di un virus o di un batterio.

Fonti e approfondimenti




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