Grafene bianco rende la ceramica multifunzionale

Secondo una ricerca portata avanti da Rouzbeh Shahsavari, un assistente professore di ingegneria civile e ambientale, l’incorporazione di strati ultra sottili di nitruro di boro esagonale (hBN) tra strati di silicati di calcio permetterebbe la creazione di un interessante doppio strato di cristallo con proprietà multifunzionali. Questi nuovi materiali potrebbero poi essere utilizzati in vari campi, tra cui l’industria dell’estrazione petrolifera e di quella del gas, l’industria aerospaziale, quella nucleare, eccetera. La ricerca è apparsa su ACS Applied Materials and Interfaces.

In sostanza, si potrebbe arrivare ad una sorta di ceramica resistentissima, molto durevole e soprattutto resistente al calore alle forti radiazioni. L’indurimento potrebbe essere così effettivo da poter permettere a questi materiali di poter resistere, infatti, anche alle forti radiazioni provenienti dalle centrali nucleari ma anche da quelle elettriche.

Il nitruro di boro esagonale (hexagonal boron nitride o hBN), denominato anche “grafene bianco”, è molto simile al grafene (almeno se osservato dall’alto) con vari esagoni che risultano collegati tra loro in un piano ultrasottile. Tuttavia differisce per un particolare dal più classico grafene: alterna atomi di boro e azoto invece di atomi di carbonio.

Secondo Shahsavari “Questo lavoro mostra la possibilità di rinforzare il materiale nella dimensione più piccola possibile, il piano basale della ceramica. Ciò si traduce in un cristallo a doppio strato in cui l’hBN è una parte integrante del sistema in contrasto con i riempitivi rinforzanti convenzionali che sono collegati in modo approssimativo al materiale ospite”.

Fonti e approfondimenti



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