Grilli delle Hawaii diventati muti per scampare a mosche parassite

Teleogryllus oceanicus (credito immagine: File:Teleogryllus oceanicus.jpg - Wikimedia Commons, Caroline Harding, MAF, CC BY 3.0 AU, cropped)

I grilli campestri delle Hawaii (Teleogryllus oceanicus) si sono evoluti in modo da non emettere più alcun suono dal loro apparato vocale, silenziando quindi del tutto il classico verso. A questa conclusione è giunto uno studio effettuato da alcuni ricercatori dell’Università di St Andrews e dell’Università di Cambridge che hanno pubblicato la ricerca su Biology Letters. La cosa strana è che i grilli continuano a cantare, un’azione che è perlopiù istintiva ed è collegata a varie necessità, tra cui la riproduzione, ma non emettono alcun suono.

Si tratta di un processo evolutivo, secondo i ricercatori. Il motivo che sta dietro la mancata emissione di suoni sta, secondo i ricercatori, negli attacchi ripetuti ricevuti dai grilli hawaiani per diversi anni da parte di alcune specie di mosche parassite. Queste ultime sono solite usare i grilli campestri come veri e propri “incubatori”: depositano le loro uova all’interno dei corpi dei grilli e qui le larve cominciano a crescere mangiando le parti interne degli stessi.

In situazioni del genere, dove un’intera specie è minacciata, è l’evoluzione a prendere il sopravvento e in questo caso è stata scelta una soluzione a dir poco particolare. Durante il corso degli anni, ad avere più successo sono stati i grilli che emettevano sempre meno rumore e dunque quelli che facevano rilevare in misura minore la propria presenza nei confronti delle mosche parassite. Dopo migliaia di generazioni, si è arrivati al punto che molti grilli non emettono più alcun verso.
I ricercatori hanno però osservato che gli stessi grilli non smettevano però di provare a cantare: provavano a stropicciarsi ancora leali eseguendo un canto muto, qualcosa che ha ricordato agli stessi ricercatori un mimo triste.

Maggiori analisi hanno portato poi i ricercatori a scoprire che i maschi di grillo muti, per attrarre le femmine, si avvicinavano ad altre specie di grilli che riuscivano ancora a cantare emettendo suoni.
Tuttavia, secondo gli stessi ricercatori, una nuova tipologia di comportamento per l’accoppiamento deve essersi evoluta in questi grilli muti, comportamento che, almeno per il momento, non è stato ancora osservato.
Quel che è certo è che l’evoluzione è ancora ampiamente in corso e di certo non smetterà di produrre le sue modifiche affinché i grilli si adattino in maniera sempre migliore all’ambiente.

Fonti e approfondimenti




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