Inquinamento acustico stressa uccelli e ne ostacola riproduzione

L’inquinamento acustico può mettere a dura prova gli uccelli esposti ad un rumore costante ostacolandone la riproduzione. È il risultato a cui sono arrivati alcuni studiosi che hanno pubblicato la ricerca su Proceedings of the National Academy of Sciences.
Nello specifico, gli scienziati hanno scoperto che gli uccelli esposti ad un alto livello di rumore provocato dalle operazioni per l’estrazione del petrolio o del gas mostrano segni fisiologici di stress cronico ho problemi di crescita per i pulcini.

Secondo Nathan Kleist, uno dei biologi che hanno portato avanti la ricerca, “In quello che consideriamo come lo studio più integrato degli effetti dell’inquinamento acustico sugli uccelli, abbiamo scoperto che può avere un impatto significativo sia sugli ormoni dello stress che sulla loro forma fisica. Sorprendentemente, abbiamo anche scoperto che le specie che ritenevamo più tolleranti al rumore hanno avuto gli effetti più negativi”.

Nello specifico gli studiosi hanno seguito vari esemplari di tre specie di uccelli nidificanti, tra cui due del genere Sialia (conosciuti in inglese anche come “uccelli blu”) e vari esemplari di pigliamosche comuni. Gli esemplari i cui comportamenti sono stati analizzati dai biologi vivevano nei pressi di piattaforme o strutture per l’estrazione petrolifera o di gas nel Nuovo Messico, Stati Uniti.

Gli scienziati hanno seguito gli uccelli per tre stagioni di riproduzione prelevando anche campioni di sangue dalle femmine adulte ed alla loro prole e valutandone vari comportamenti o caratteristiche, tra cui la schiusa delle uova, la dimensione del corpo, la lunghezza del piumaggio, eccetera.

Fonti e approfondimenti



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