Insetti commestibili potrebbero ridurre gas serra in futuro

Secondo una ricerca portata avanti da alcuni scienziati dell’Università di Edimburgo, i quali hanno utilizzato diversi dati raccolti negli anni dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, il consumo massivo da parte dell’umanità di insetti commestibili potrebbe contrastare fortemente la produzione di gas serrarisultante dall’allevamento di bestiame che oggigiorno viene svolto ancora in maniera molto intensiva.

Secondo gli scienziati, se metà dell’attuale consumo di carne da bestiame venisse sostituita con il consumo di insetti oppure di carni da laboratorio (imitazioni della carne reale, spesso a base di soia), potrebbero essere liberati più di 1000 680 milioni di ettari di terreno destinati oggi alla l’allevamento del bestiame, 70 volte la dimensione del Regno Unito.

Lo stesso studio ha rivelato che un notevole risparmio a livello di sostenibilità potrebbe essere raggiunto anche aumentando il consumo di pollo e uova (le estensioni territoriali per produrre questi ultimi due prodotti, infatti, sono poco o più grandi di quelle che sarebbero utili per la produzione di insetti commestibili o per le imitazioni della carne).

Secondol’autore principale dello studio, Peter Alexander, della Scuola di GeoScienze dell’Università di Edimburgo, “un mix di piccoli cambiamenti nel comportamento dei consumatori, come la sostituzione del manzo con il pollo, la riduzione dei rifiuti alimentari e potenzialmente introducendo più insetti nella dieta, contribuirebbe a ottenere risparmio del territorio e un sistema alimentare più sostenibile”.

Fonti e approfondimenti

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