Le tarantole usano gli occhi laterali per calcolare le distanze

Un nuovo studio mostra che le tarantole utilizzano gli occhi laterali posteriori e gli occhi laterali anteriori (hanno un totale di quattro coppie di occhi) per stabilire la distanza che hanno percorso. La tarantola Lycosa vive in piccole tane che possono essere profonde fino a circa 20 cm. La stessa tana viene sormontata da una sorta di struttura, che può essere considerata una vera torretta, fatta con rami, pietrisco e foglie.

Questa struttura viene poi fissata dal ragno con la sua tela. Una volta salita su questa “torretta” la tarantola sorprende la sua preda per poi inseguirla, successivamente tornando alla tana da distanze tra i 30 e i 40 cm. È proprio qui che entrano in gioco questi occhi laterali grazie ai quali la tarantola non percorre lo stesso cammino che ha effettuato all’andata quando si è messa all’inseguimento della preda ma muovendosi come si stesse seguendo i lati di un triangolo rettangolo tornando lungo l’ipotenusa.

Già nel 1999, un team di ricerca dell’Università Autonoma di Madrid aveva scoperto che questi animali utilizzano la luce polarizzata dal cielo per conoscere la loro posizione rispetto alla tana. Nella nuova ricerca, gli scienziati hanno voluto andare oltre e hanno analizzato il ruolo di ogni coppia di occhi nel processo di misurazione della distanza (un sistema utilizzato da diverse specie animali e denominato odometria).

Fonti e approfondimenti


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