Legame emotivo tra uomo e cane risale a oltre 14.000 anni fa

Resti dei denti della mandibola del cane (credito immagine: Pütz Martin, Jürgen Vogel, Ralf Schmitz, LVR-LandesMuseum Bonn)

Un nuovo studio riesamina i resti di un cane trovato in una tomba risalente a circa 14.000 anni fa. I resti furono rinvenuti nel 1914 da alcuni operai che lavoravano in una zona non lontana da Bonn, in Germania. Questi resti dell’era paleolitica appartengono ad uno dei ritrovamenti più noti per quanto riguarda i cani addomesticati.
Il nuovo studio, pubblicato sul Journal of Archaeological Science, è stato portato avanti da Luc Janssens. Lo scienziato, sulla base delle sue nuove scoperte, ha notato che i resti del cane, che aveva un’età stimata tra 27 e 28 Settimane, sembrano suggerire che l’animale fosse malato a causa di una grave infezione del morbillivirus (una malattia nota anche come cimurro).

Janssens ha esaminato anche i denti dell’animale: il cane sembra si sia ammalato quando aveva circa tre o quattro mesi. I resti fanno inoltre intendere che il cane avesse avuto tre periodi di malattie gravi della durata di cinque-sei settimane ciascuno.
Dato che i cani con questa malattia, se non curati, muoiono in meno di tre settimane, queste informazioni lasciano pensare che l’animale fosse stato ben curato, che fosse stato tenuto al caldo e al pulito e ch’egli fosse stato somministrato cibo regolarmente oltre che acqua, nonostante fosse un cane malato che, proprio per questo, non poteva essere di nessuna utilità per i padroni o per il gruppo di persone con le quali viveva.

Ciò lascia pensare che l’addomesticamento del cane per fini meramente emotivi e affettivi, e dunque non per ragioni pratiche, come ad esempio la caccia o la custodia di animali da allevamento, risale ad un periodo precedente rispetto alle stime più diffuse. Lo stesso scienziato ne conviene, infatti, che il rapporto emotivo tra l’uomo e il cane risale a più di 14.000 anni fa.

Fonti e approfondimenti




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