L’impulso di luce più breve mai creato: 53 attosecondi

53 attosecondi: è questa la durata dell’impulso di luce generato da un gruppo di ricercatori dell’Università della Florida centrale. Viene considerato l’impulso di luce più breve mai sviluppato artificialmente. La ricerca, finanziata dalla Multidisciplinary University Research Initiative dell’esercito americano, ha battuto dunque il record che apparteneva ad un impulso di luce alla lunghezza d’onda dell’ultravioletto estremo della durata di 65 attosecondi ottenuto nel 2012.

Che cos’è un attosecondo

Un attosecondo corrisponde ad un trilionesimo (o un quintillionesimo usando il sistema anglosassone) di secondo, ossia 1×10−18 secondi. Numeri che probabilmente non hanno molto senso nell’accezione comune e dunque per comprendere meglio vi diciamo che un attosecondo sta al secondo come il secondo sta a 31,71 miliardi di anni, ossia quasi tre volte l’età dell’universo.
Oppure potremmo dirvi che la luce impiega circa due attosecondi per coprire la distanza di due atomi di idrogeno.

Non è solo una gara

Non si tratta, comunque, solo di una gara per battere il record: questi impulsi luminosi così brevi sono utili, in particolare, per catturare immagini di elettroni negli atomi o quelle di molecole in rapido movimento con livelli di nitidezza che probabilmente non hanno precedenti nella storia dell’ottica.
Inoltre questi brevi impulsi di luce possono portare a grossi avanzamenti nelle tecnologie relative ai pannelli solari o di chip di memoria per computer o dispositivi elettronici.

Secondo Rich Hammond, uno degli autori della ricerca, “Questo è il più breve impulso laser mai prodotto e apre nuove porte nella spettroscopia, permettendo l’identificazione di sostanze pericolose e residui esplosivi”. Lo stesso scienziato ha ammesso che il risultato di questa ricerca potrebbe rivelarsi molto efficace anche per comprendere meglio le dinamiche degli atomi e delle molecole, in particolare su come si formano queste ultime.

Fonti e approfondimenti

Articoli simili




Commenta per primo

Rispondi