Longevità femminile spiegabile con eterogeneità

Le femmine, per quanto riguarda gli esseri umani ma anche per molte altre specie animali, vivono tendenzialmente di più rispetto ai maschi. Per quanto riguarda gli esseri umani, il fenomeno non è dovuto solo a fattori di tipo sociale, come ad esempio le morti che coinvolgono, in maniera precoce, più i maschi che le femmine a causa, per esempio, di guerre, omicidi, incidenti automobilistici, ma viene collegato anche ad una maggiore resistenza, da parte delle femmine, ad alcuni virus e batteri. Su come ciò sia possibile è ancora oggetto di dibattito in quanto non sembrano esserci evidenti motivi fisiologici.

Tuttavia una nuova ricerca, apparsa su Journal of Ecology, esaminando i tassi di mortalità dello sparviero eurasiatico, ha scoperto che una delle cause che determina la maggiore longevità femminile è spiegabile nella eterogeneità, un fenomeno in base al quale la fisiologia femminile, in generale, risulta più diversificata rispetto a quella maschile. Quando si tratta di invecchiare, ciò determina un vantaggio considerevole, secondo gli autori dello studio.

Sempre per quanto riguarda gli sparvieri euroasiatici, ci si è infatti accorti che il ventaglio a livello di costituzione corporale era più ampio nelle femmine che nei maschi. L’aspettativa di vita per le femmine adulte più robuste raggiunge i 4,23 anni, mentre per i maschi adulti più robusti è di 2,68 anni.
Secondo Fernando Colchero, uno degli autori della ricerca, lo studio contribuisce ad una nuova prospettiva del dibattito in corso sui meccanismi che determinano le differenze di sesso nei tassi vitali nei vertebrati.

Fonti e approfondimenti

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