Nuovo lander InSight della NASA pronto a partire per Marte

Rappresentazione grafica del lander InSight della NASA che cerca di scoprire i segreti del sottosuolo marziano (credito: File:Artist's Concept of the InSight Lander.jpg - Wikimedia Commons, NASA/JPL, PD, cropped)

Il nuovo lander della NASA, denominato InSight, è pronto per la partenza: il lancio dovrebbe avvenire, a meno che non ci ha siano ritardi dell’ultima ora (cosa da non escludere quando si tratta di lanci di questa importanza), il 5 maggio di quest’anno dalla base aromatica di Vandenberg in California con un razzo Atlas V di United Launch Alliance.

InSight sarà utilizzato sulla superficie marziana soprattutto per rilevarne le oscillazioni, le scosse sismiche e in generale tutto ciò che succede al di sotto del suolo e che non è visibile dalla superficie.
Mentre la Terra può essere considerata, infatti, un pianeta molto attivo, Marte è invece considerato un pianeta per certi versi “spento”, in cui tutte le attività di tipo tettonico o sismico sembrano essere cessati in buona parte.

Questa missione prova a comprenderne i motivi analizzando varie caratteristiche quali la composizione della mantello marziano, lo spessore della crosta e le principali caratteristiche del nucleo.
È ciò che sottolinea, durante una conferenza stampa tenutasi il 29 marzo al Jet Propulsion Laboratory, anche Bruce Banerdt, uno degli esperti che sta lavorando agli ultimi accorgimenti e modifiche al lander prima della sua partenza: “L’obiettivo di InSight è che comprendere meglio la nascita della Terra, la nascita del pianeta su cui viviamo. E lo faremo andando su Marte, il che sembra un po’ controintuitivo”.

La fase più drammatiche complicata sarà, come sempre in questi casi, quella dell’atterraggio, fase durante la quale si dovrà decelerare da una velocità di 20.000 chilometri orari ad una velocità di 8 chilometri orari prima che il lander si possa poggiare in maniera sicura sulla superficie marziana.
Una volta conclusa questa prima, difficile fase dell’atterraggio, dal lander fuoriusciranno gli strumenti tra cui un sismometro e un sensore termico, che verranno dislocati ad una profondità di almeno cinque metri al di sotto del suolo di Marte onde cominciare a prelevare i dati.

Fonti e approfondimenti



Condividi questo articolo

Resta aggiornato su Facebook: clicca su “Mi piace questa pagina”


Commenta per primo

Rispondi