Persone comuni scoprono sistema esoplanetario attraverso sito Web

Attraverso un’applicazione Web, persone comuni, appassionate di astronomia, sono state in grado di scoprire un sistema planetario composto da cinque esopianeti. Il sito Web, che si serve dei numerosi dati raccolti negli anni dalla telescopio spaziale Keplero della NASA, permette praticamente a chiunque di poter confrontare i dati e di poter catalogare un dato segnale come un transito oppure con solo come un “rumore di fondo”.
Si tratta di un sistema, sviluppato dall’astronomo Ian Crossfield e dallo scienziato Jessie Christiansen, denominato Exoplanet Explorers, a sua volta ospitato su Zooniverse, una piattaforma online per la ricerca di crowdsourcing.

Secondo Christiansen chiunque può collegarsi al sito, imparare le procedure per comprendere i segnali reali degli esopianeti e quindi confrontare i dati per classificare un dato segnale come un transito e dunque come segnale dell’esistenza di un pianeta extrasolare.
Ogni segnale, però, viene esaminato da almeno 10 persone. Queste ultime votano il segnale e, se si raccoglie almeno il 90% di voti positivi, ossia di voti secondo cui quel segnale è un transito, si prende in considerazione il segnale stesso per la verifica dell’esistenza dell’esopianeta, una procedura che non potrebbe essere fatta per ogni segnale catalogato in quanto questi ultimi sono decine di migliaia.

Con questo sistema, per esempio, è stato scoperto il sistema planetario, poi denominato K2-138, che presenta una caratteristica abbastanza particolare: ogni pianeta impiega quasi il 50 percento in più di tempo per orbitare attorno alla stella rispetto al pianeta più vicino. Si tratta di una relazione matematica, denominata “risonanza”, ben descritta in un documento pubblicato su The Astronomical Journal.

Secondo Konstantin Batygin, assistente professore di scienze planetarie, “L’architettura orbitale simile a un orologio di questo sistema planetario ricorda intensamente i satelliti galileiani di Giove. Le commisurabilità orbitali tra i pianeti sono fondamentalmente fragili, quindi la configurazione attuale dei pianeti di K2-138 indica chiaramente un ambiente di formazione piuttosto delicato e laminare di questi mondi lontani.”

Fonti e approfondimenti




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