Piume degli uccelli da macello potrebbero finire sui nostri piatti

Nel contesto del risparmio delle risorse relativo agli sprechi nel comparto alimentare, sono sempre di più le ricerche, anche a livello universitario, per trovare nuovi sistemi onde mettere qualche toppa.
È il caso anche delle piume degli uccelli da macello, in primis galline e polli, solo per fare un esempio, che mandano al macero a tonnellate e tonnellate ogni anno.

Buona parte di queste piume, almeno secondo alcuni ricercatori dell’Università di Lund, potrebbe essere trasformata tramite particolari procedimenti non solo in mangime per gli animali ma anche in cosmetici o in cibo per gli esseri umani.
Secondo Rajni Hatti-Kaul, professore di biotecnologia presso l’Università di Lund ed autore dello studio, “Se continuiamo a rovinare le risorse terrestri e sprecare i rifiuti al tasso odierno, avremo bisogno di 1,6 pianeti per sopravvivere. Ma abbiamo solo una Terra. Pertanto, dobbiamo trovare nuovi modi intelligenti e creativi per riutilizzare i rifiuti in misura maggiore “.

Le piume degli uccelli da macello possono essere innanzitutto utilizzate come mangime per gli animali in quanto possono sostituire in maniera egregia le proteine di soia e la farina di pesce, ingredienti che, per molti paesi nel mondo ai primi posti nella macellazione dei volatili, vengono spesso importati (con conseguente spreco di ulteriore energia per effettuare il trasporto nonché relativo inquinamento atmosferico).

I ricercatori hanno in particolare isolato un ceppo di batteri in grado di rompere le proteine, spesso inaccessibili, presenti all’interno delle piume in modo da creare amminoacidi più facilmente assimilabili. Questo procedimento, che non si avvale di alcun additivo chimico e che risulta relativamente economico, vanta anche un alto tasso di conversione. Da 1 kg di piume possono essere prodotti 900 g di proteine, in pratica quasi tutto il quantitativo di proteine presente all’interno delle stesse piume.

Fonti e approfondimenti

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