Scienziati possono leggere cervello di un uccello e predire il suo prossimo canto

Le interfacce per leggere il cervello stanno diventando sempre di più l’oggetto di molte ricerche nei laboratori scientifici e informatici avanzati di tutto il mondo. Tuttavia in uno di questi laboratori si prova a leggere e ad interpretare non il cervello di un essere umano ma quello di un uccello.

Si tratta di una ricerca similmente ambiziosa, portata avanti da e dai suoi studenti dell’Università della California-San Diego. Il ricercatore e il suo team hanno costruito un’interfaccia che riesce a comprendere quale canto l’uccello emetterà una porzione secondo prima dell’inizio dello stesso. Si tratta comunque di un passo avanti rispetto alle più usuali interfacce cerebrali odierne che interpretano più che altro i movimenti del corpo pensati e non attuati ma che non riescono comunque a prevederli.

La squadra si è avvalsa dell’esperienza di un ornitologo argentino, Ezequiel Arneodo, e si vanta di aver creato il primo decodificatore di segnali di comunicazione complessi e naturali dell’attività neurale. Naturalmente si spera di poter utilizzare lo stesso procedimento con una nuova interfaccia che possa adattarsi al cervello umano, operazione che appare comunque ben più complessa.

Nello specifico, i ricercatori hanno analizzato il cervello di un passero e si sono resi conto che le sue vocalizzazioni erano simili a quelle della parlantina umana. I loro canti sono parimenti complessi e, proprio come il linguaggio umano, debbono essere appresi dagli uccelli durante la loro crescita.
Per creare l’interfaccia, gli scienziati hanno utilizzato degli elettrodi di silicio onde misurare l’attivazione dei neuroni in una particolare zona del cervello denominata nucleo motore-sensoriale.

Fonti e approfondimenti

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