Trovate nuove fonti di radioattività del disastro di Fukushima sulle spiagge

Un gruppo di ricerca, capitanato da Virginie Sanial, Ken Buesseler e Matthew Charette dell’Istituto oceanografico di Woods Hole e Seiya Nagao dell’Università di Kanazawa, ha scoperto nuovi Fonti radioattive in una zona vicino alla centrale dove è avvenuto il disastro nucleare di Fukushima Dai-ichi nel 2011.
Per la precisione si tratta di una zona costiera con varie spiagge in cui ovviamente è presente e molta sabbia. Quest’ultima sarebbe rimasta letteralmente intrisa dal cesio radioattivo proveniente dal disastro.

Gli scienziati, secondo cui la salute pubblica almeno per il momento non risulterebbe in pericolo dato che si tratta di materiale che non viene ingerito, tiene a precisare che comunque dovrebbe essere preso in seria considerazione un più attento monitoraggio delle zone costiere intorno alla centrale di Fukushima.
Secondo gli scienziati, gli alti livelli di cesio radioattivo sarebbero stati trasportati in questi luoghi dalle correnti oceaniche, dunque lungo la costa.

Per settimane a seguito dell’incidente, infatti, le correnti del mare antistante la centrale hanno trasportato gli elementi radioattivi lungo tutta la costa. Questi stessi elementi si sarebbero poi “bloccati” sulle spiagge a causa della presenza della sabbia. Secondo un complicato processo di cui sarebbe responsabile anche la pioggia, gli elementi radioattivi sarebbero poi stati trasportati a loro volta di nuovo nell’oceano gradualmente.

Secondo Sanial, nessuno si sarebbe mai aspettato che i livelli più alti di cesio nell’acqua oceanica a seguito del disastro sarebbero stati trovati a molti km di distanza e non nella zona del porto di Fukushima, molto più vicino alla centrale.

Fonti e approfondimenti

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