Tsunami del 2011 in Giappone fece diffondere centinaia di specie acquatiche nel Pacifico

Lo tsunami riversatosi sulle coste del Giappone a seguito di un maremoto nel 2011 portò alla diffusione di centinaia di specie acquatiche dei mari dell’arcipelago giapponese in tutto il Pacifico. Gli scienziati hanno infatti individuato, per esempio, lungo le coste orientali degli Stati Uniti diverse centinaia di specie marine non endemiche.
Secondo i ricercatori, gli animali sarebbero stati trasportati dai detriti e dai rifiuti che, in grosse quantità, viaggiarono nel Pacifico nei periodi seguenti lo tsunami.

La ricerca, condotta dai biologi marini dello Smithsonian Environmental Research Center, del Williams College e di altre istituzioni è stata pubblicata su Science.
Secondo Greg Ruiz, biologo ed uno degli autori dello studio, è davvero sorprendente il fatto che questi organismi abituati a vivere non lontani dalle coste siano sopravvissuti per lunghi periodi in oceano aperto.

Una conferma sarebbe arrivata dal fatto che già nel 2012 intorno alle Hawaii e fuori alle coste del Nordamerica occidentale erano stati ritrovati organismi viventi ancora attaccati ai detriti, perlopiù di natura plastica, trasportati dallo tsunami giapponese.
Ancora oggi, al 2017, i biologi marini notano la presenza di detriti, come ad esempio boe, pezzi di banchine, oggetti vari, che trasportano varie specie viventi originarie dell’arcipelago giapponese.

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