Grande raffreddamento globale di 133 milioni di anni fa: ecco cosa lo causò

Mappa paleogeografica che mostra le registrazioni delle temperature durante il valanginiano e il primo hauteriviano (tra 133 e 132 milioni di anni fa) (credito: mappa paleogeografica di CR Scotese, progetto PALEOMAP, modificata dagli autori dello studio, DOI: 10.1038/s41467-021-25706-0 | Nature Communications)

133 milioni di anni fa c’è stato un inusuale raffreddamento delle temperature mondiali, un cambiamento conosciuto anche come evento “Weissert”. La situazione durò per circa 700.000 anni ed è da ricondurre alle fluttuazioni dell’anidride carbonica nell’atmosfera. L’evento è stato oggetto di uno studio condotto da un team coordinato dal Professore Thomas Wagner del Lyell Center dell’Università di Heriot-Watt.
I ricercatori hanno compiuto un approfondimento con dettagli senza precedenti di questo importante raffreddamento globale pubblicando i risultati in un nuovo studio su Nature Communications.[1]

Evento Weissert: collegamento con anidride carbonica atmosferica

Il collegamento tra la presenza di CO2 atmosferica e questo evento non è stato infatti chiarito in maniera approfondita in passato mentre sono stati affrontati collegamenti con altri componenti climatici e ambientali.
I nuovi progressi nella comprensione di questo evento sono stati resi oggi possibili grazie a “modelli all’avanguardia” e grazie a nuove “valutazioni di dati geologici”, come spiega Liyenne Cavalheiro, ricercatrice dell’Università degli Studi di Milano.
In particolare, grazie a questi procedimenti, ora è possibile effettuare previsioni più precise delle conseguenze di un abbassamento del 40% dell’anidride carbonica nell’atmosfera, conseguenze riguardanti soprattutto le temperature superficiali degli oceani e degli ambienti terrestri.

Abbassamento di 3-4° centigradi

Analizzando campioni prelevati dai fondali al largo dell’Antartide, i ricercatori hanno analizzato l’evento Weissert, accaduto durante le prime fasi del cretaceo, nel tardo valanginiano. I ricercatori scoprivano che, nel corso di quest’epoca (circa 133 milioni di anni fa) c’è stato un abbassamento di 3-4° centigradi delle temperature superficiali del mare di Weddell, una zona marina al largo dell’Antartide. Il raffreddamento in questa zona, molto probabilmente, fu maggiore rispetto a quello che avvenne ad altre zone poste a latitudini medio-basse, un fenomeno descrivibile anche come “amplificazione polare”, come riferiscono i ricercatori nello studio.

Diminuzione di circa il 40% della CO2 atmosferica

Secondo Sebastian Steinig, ricercatore dell’Università di Bristol che ha partecipato allo studio, un raffreddamento medio superficiale di 3° centigradi può essere collegato ad una diminuzione di circa il 40% della CO2 atmosferica.
Un calo dell’anidride atmosferica di questo livello, secondo i ricercatori, può infatti provocare un accumulo importante del ghiaccio polare e questo potrebbe essere stata probabilmente la causa principale del raffreddamento globale.
L’accumulo di anidride carbonica all’atmosfera potrebbe essere a sua volta riconducibile, così come altre perturbazioni climatiche di lungo periodo del cretaceo, a fenomeni di vulcanismo. Questi fenomeni, in questo caso, potrebbero aver causato una “crisi dei carbonati in ambienti pelagici e neritici”, come descrivono i ricercatori dell’introduzione dello studio, disossia/anossia oceanica e un aumento di carbonio organico marino con parallela riduzione della CO2 atmosferica e conseguente accumulo di ghiaccio.

Note e approfondimenti

  1. Impact of global cooling on Early Cretaceous high pCO2 world during the Weissert Event | Nature Communications (IA) (DOI: 10.1038/s41467-021-25706-0)

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