4500 anni fa uomini mangiavano polmoni e fegato crudi o poco cotti di animali e venivano infettati dei parassiti

Frammenti della coprolite umana Abstract grafico (credito: DOI: 10.1017/S0031182022000476 | Intestinal parasites in the Neolithic population who built Stonehenge (Durrington Walls, 2500 BCE) | Parasitology | Cambridge Core)

Un team di ricercatori dell’Università di Cambridge ha sottoposto ad analisi 19 campioni di resti di antiche feci, definiti anche “coproliti”, che sono stati ritrovati nei pressi di Durrington Walls, in Inghilterra. Si tratta di un sito neolitico distante meno di 3 km da Stonehenge e che è risalente al 2500 a.C. circa, proprio il periodo durante il quale fu costruito il famoso monumento fatto di pietre. Gli esperti credono che proprio questo sito abbia ospitato, almeno su base stagionale, la popolazione che poi ha eretto il monumento.

26% dei resti conteneva delle uova di vermi parassiti

I ricercatori hanno analizzato i resti delle feci di esseri umani e dei loro cani conservatisi per più di 4500 anni. Scoprivano che il 26% dei resti (quelli di un essere umano e di quattro cani) conteneva delle uova di vermi parassiti. Come spiega Piers Mitchell, un ricercatore del Dipartimento di archeologia a Cambridge e autore principale dello studio, si tratta della prima ricerca che individua dei parassiti intestinali provenienti da resti trovati nella Gran Bretagna neolitica.

Organizzavano dei banchetti durante costruzione di Stonehenge

Le tracce di parassiti trovate da ricercatori suggeriscono che i membri di questo popolo erano soliti fare dei banchetti, probabilmente anche durante la stessa costruzione di Stonehenge. Tuttavia quattro dei coproliti analizzati, tra cui anche quello dell’essere umano, mostrano tracce di uova di vermi capillariidi. Si tratta di parassiti che infettano vari animali e la trasmissione all’essere umano è abbastanza rara. Tuttavia quando questa avviene le uova tendono a depositarsi nel fegato e non nelle feci.

Erano soliti mangiare polmoni e fegato crudi o comunque poco cotti

Il fatto che i ricercatori abbiano trovato la presenza di resti di parassiti capillariidi nelle feci umane suggerisce solo una cosa: i membri di questa popolazione erano soliti mangiare polmoni e fegato crudi o comunque poco cotti di animali già infetti. Solo in questo modo i parassiti possono attraversare il corpo e finire direttamente nelle feci. Gli avanzi dei pezzi di questi organi poco cotti o addirittura crudi, poi, venivano dati ai cani.

Parassiti probabilmente provengono dal bestiame

Secondo i ricercatori i parassiti probabilmente provengono dal bestiame, forse dalle mucche. D’altronde già diversi analisi effettuate in precedenza, relative a resti di denti di vacche trovati nell’area di Durrington Walls, avevano suggerito che i bovini venivano portati dalle aree del Devon e del Galles proprio in questo sito per organizzare grandi banchetti.

Trovati anche resti di uova di tenia di pesce nelle feci di un cane

I ricercatori hanno trovato, e in uno dei coproliti di un cane, anche resti di uova di tenia di pesce (probabilmente una della specie Dibothriocephalus dendriticus). Questa significa che quel cane deve aver mangiato del pesce crudo d’acqua dolce anche se i ricercatori non hanno trovato prove nel sito del consumo di pesce. Forse il cane è arrivato nel luogo già infettato dal parassita. L’area di Durrington Walls veniva infatti occupata solo su base stagionale, soprattutto nel periodo invernale.

Note e approfondimenti

  1. Intestinal parasites in the Neolithic population who built Stonehenge (Durrington Walls, 2500 BCE) | Parasitology | Cambridge Core (DOI:/10.1017/S0031182022000476)

Articoli correlati


Tag

Condividi questo articolo


Data articolo