47 milioni di anni fa cavalli erano molto più piccoli e tapiri più grandi

Fossile di Lophiodon remensis (credito: Oliver Wings / MLU)

Un nuovo interessante studio sull’evoluzione dei mammiferi è stato pubblicato su Scientific Reports. La nuova ricerca si è interessata in particolare ad un periodo, quello dell’eocene centrale , 47 milioni di anni fa, durante la quale la Terra risultava molto più calda ed era contraddistinta da una presenza molto maggiore di foreste subtropicali paludose rispetto ad oggi.
I ricercatori hanno analizzato i resti rinvenuti in un ex campo di carbone di Geiseltal, Sassonia-Anhalt, Germania, un sito che ha offerto numerosi fossili di animali molto ben conservati.

Il team di ricerca, guidato da ricercatori dell’Università di Tubinga e dell’Università Martin Luther di Halle-Wittenberg (MLU), si è soffermato in particolare su due mammiferi che, proprio in questo periodo, sembrano aver cominciato a svilupparsi in direzioni opposte riguardo la stazza dei propri corpi.
In questo periodo, infatti, gli antichi cavalli avevano le dimensioni di un Labrador. Nei resti del sito, infatti, i ricercatori hanno trovato i fossili di una sola specie di cavallo le cui dimensioni corporee debbono essersi ridotte con il passare del tempo, come spiega Márton Rabi, uno dei responsabili del team di ricerca.

Contemporaneamente hanno scoperto che un antico antenato dell’odierno tapiro, denominato Lophiodon, mostrava una tendenza opposta: in questo periodo diventava sempre più grande invece di restringersi.
E sembra che non siano stati eventuali cambiamenti climatici a produrre questi cambiamenti evolutivi in quanto durante questo periodo, l’eocene medio, non ci sono stati particolari cambiamenti del clima che rimase tropicale e umido per lungo tempo.

Le dimensioni corporee di questi antichi cavalli e tapiri debbono essersi sviluppate, in maniera opposta, non a causa del clima ma probabilmente a causa di diversi cicli di vita, come spiega Hervé Bocherens, altro ricercatore impegnato nello studio.
Gli animali più piccoli si riproducono più velocemente e tendono a morire prima in quanto, rispetto alle dimensioni dei loro corpi, non devono assimilare tanto cibo. Di contro, gli animali più grandi hanno una vita più lunga e mostrano dei livelli di riproduzione più bassi.

Al contempo, quelli più grandi devono mangiare molto di più e quindi devono dedicare meno risorse alla riproduzione. I tapiri e i cavalli di Geiseltal devono però aver massimizzato i vantaggi di queste strategie di vita a livello evolutivo e ciò ha causato un’evoluzione divergente riguardo alle dimensioni del corpo.

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