
Gli scienziati hanno rivelato intuizioni intriganti sui denti dei draghi di Komodo, pubblicate in Nature Ecology & Evolution[1] . Questa ricerca svela come questi predatori mantengono i loro denti affilati come rasoi, facendo luce su caratteristiche simili in dinosauri come il Tyrannosaurus rex.
Denti ricoperti di ferro
I ricercatori del King’s College di Londra hanno scoperto che i bordi seghettati dei denti dei draghi di Komodo sono ricoperti di ferro. Questo adattamento unico aiuta a mantenerne l’affilatura, consentendo loro di fare a pezzi in modo efficiente le loro prede. I draghi, originari dell’Indonesia e i più grandi varani viventi, usano i loro denti curvi e seghettati per consumare una varietà di carne, da piccoli rettili e uccelli a grandi mammiferi come cervi e bufali d’acqua. Questa caratteristica è un tratto distintivo rispetto ad altri rettili come i coccodrilli, il cui contenuto di ferro nei denti è appena visibile.
Approfondimenti sulla predazione dei dinosauri
Esaminando crani e denti provenienti da collezioni museali e analizzando quelli di Ganas, un drago di Komodo dello zoo di Londra, i ricercatori hanno osservato un sottile rivestimento di ferro sulle dentellature e sulle punte dei denti. Questo rivestimento è fondamentale per mantenere i denti pronti all’azione. Lo studio non solo evidenzia l’adattamento dei draghi, ma suggerisce anche parallelismi con i dinosauri carnivori. Secondo Aaron LeBlanc, autore principale dello studio, mentre i draghi di Komodo alterano chimicamente i loro denti, alcuni dinosauri, come i tirannosauri, modificano la struttura dello smalto per mantenerne l’affilatura.
Benjamin Tapley, coautore e curatore di rettili e anfibi presso la ZSL, sottolinea l’importanza di queste scoperte sia per comprendere la vita preistorica che per preservare le specie moderne.

