A 1800 anni luce si trova un pianeta che assomiglia ad una palla da rugby

Probabilmente il pianeta WASP-103b ha una forma che potrebbe assomigliare a quella di un pallone da rugby (credito: Agenzia spaziale europea)

Un esopianeta che si deforma pesantemente mentre orbita intorno alla sua stella tanto da assumere quasi la forma di un pallone da rugby è stato scoperto grazie all’utilizzo dei dati del telescopio spaziale Cheops dell’ESA combinati con quelli del telescopio Hubble e del telescopio Spitzer.

L’esopianeta WASP-103b

I ricercatori hanno studiato un pianeta che viene fortemente influenzato dalle forze di marea causate dall’attrazione gravitazionale della stella intorno alla quale lo stesso pianeta orbita. Questa stella è grande 1,7 volte il Sole e si trova ad una distanza da noi di circa 1800 anni luce.
Si tratta di una stella più calda del Sole. Intorno a questa stella orbita WASP-103b, un pianeta gioviano scoperto con il metodo del transito nel 2014.

Deformazione causata dalla forza di marea

I ricercatori sono riusciti a rilevare il piccolo segnale relativo alla deformazione causato dalla forza di marea di WASP-103b usandolo come una sorta di “firma distinta” per acquisire diverse informazioni sul pianeta stesso.
Il fatto stesso che il telescopio spaziale Cheops sia riuscito ad individuare questa deformazione relativamente piccola, spiega Jacques Laskar dell’Osservatorio di Parigi, uno degli autori del nuovo studio, “è incredibile”.
Anzi, aggiunge il ricercatore, si tratta del primo caso in cui viene effettuato uno studio in cui l’analisi principale si basa sul livello di deformazione del pianeta e non su altre caratteristiche che di solito si usano per studiare gli esopianeti.

Forma da pallone da rugby

Studiando la curva della luce di transito del pianeta, i ricercatori sono riusciti a calcolare una particolare caratteristica: la misura di come la massa è distribuita all’interno dello stesso pianeta. Così facendo hanno scoperto che il pianeta ha una forma da pallone da rugby piuttosto che quella di una sfera.
Dato che la resistenza di un materiale, qualsiasi esso sia, alla deformazione dipende dalla sua composizione, come spiega Susana Barros, ricercatrice dell’Instituto de Astrofísica e Ciências do Espaço e dell’Università di Porto, autrice principale dello studio, allora è possibile acquisire informazioni rilevanti.

Effetto presente anche sulla Terra

La deformazione di marea procurata dalla stella nei confronti di un pianeta (così come quella di un pianeta nei confronti di una sua luna) è tra l’altro visibile anche sulla Terra. Anche sul nostro pianeta ci sono forze di marea provocate dal Sole ma anche dalla Luna. Queste forze di marea procurano effetti diversi tra le rocce e le acque degli oceani. Mentre queste ultime danno vita, per esempio, alle note maree, le zone della terraferma non subiscono effetti evidenti di deformazione.

Informazioni sull’orbita

Se una civiltà aliena tecnologica facesse un’analisi della Terra come quella effettuata dai ricercatori che hanno usato il telescopio spaziale Cheops potrebbe scoprire diverse informazioni sul nostro pianeta pur non osservandolo direttamente. Ad esempio i ricercatori, analizzando l’effetto sul pianeta WASP-103b, hanno scoperto anche che quest’ultimo tende ad allontanarsi dalla stella in un’orbita leggermente ellittica il cui periodo sembra aumentare. Tuttavia ulteriori studi dovranno essere fatti in futuro per acquisire maggiori dettagli.

Note

  1. Detection of the tidal deformation of WASP-103b at 3 σ with CHEOPS | Astronomy & Astrophysics (A&A) (DOI: 10.1051/0004-6361/202142196)

Articoli correlati


Tag

Condividi questo articolo


Data articolo