A che punto è la missione per deviare asteroide Didymoon? Se ne discuterà a Roma

La settimana prossima si terrà a Roma una riunione in cui si parlerà della missione programmata dalla NASA e dall’agenzia spaziale europea per deviare un asteroide, una missione considerata come fondamentale nel contesto degli eventuali approcci che l’umanità potrà mettere in atto per contrastare i pericoli riguardanti eventuali impatti di asteroidi o meteoriti sulla Terra.

A partecipare saranno ricercatori ed esperti di asteroidi nonché vari ingegneri di veicoli spaziali provenienti da tutto il mondo.
È quanto rivela un comunicato apparso sul sito dell’Agenzia Spaziale Europea.
Si discuterà degli ultimi progressi riguardanti la missione Asteroid Impact Deflection Assessment (AIDA).

Questa missione si proporrà di deviare uno dei due asteroidi che compongono la coppia denominata Didymos. Si tratta di un asteroide binario classificato come near-Earth (near-Earth asteroids, o NEA) composto da un primo asteroide da 780 metri di diametro e da un secondo asteroide, da alcuni considerata una piccola luna e per questo denominata in gergo Didymoon, del diametro di 160 metri.

La missione dovrebbe vedere l’impatto di un primo veicolo spaziale contro Didymoon per capire quanto devierà e di quanto sposterà la propria orbita, tutte informazioni utilissime per eventuali missioni che debbano essere effettuate in futuro per deviare un asteroide realmente in rotta verso la Terra.

Un particolare strumento registrerà il momento della collisione per poi trasmettere i dati a Terra.
Il primo veicolo, quello che impatterà, denominato Double Asteroid Impact (DART), sarà costruito dalla NASA mentre lo strumento per la registrazione sarà un cubesat denominato LICIACube (Light Italian CubeSat for Imaging of Asteroids) e sarà costruito dall’agenzia spaziale italiana e dalla Argotec di Torino.

Un secondo veicolo, denominato Hera e costruito dall’agenzia spaziale europea, raggiungerà poi il punto dell’impatto per acquisire le misurazioni e varie tipologie di dati.
“La nostra missione testerà una varietà di importanti nuove tecnologie, tra cui cubesat nello spazio profondo, collegamenti inter-satellite e tecniche di navigazione autonome basate su immagini, fornendo allo stesso tempo una preziosa esperienza di operazioni a bassa gravità”, dichiara Ian Carnelli, uno dei membri del team di Hera.

La conferenza internazionale avrà una durata di tre giorni e si svolgerà dall’11 al 13 settembre nei pressi dell’Aula Ottagona.

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