A far scomparire i dinosauri sono stati più asteroidi? Scoperto altro enorme cratere dello stesso periodo

Credito: DALL-E di OpenAI (immagine generata da intelligenza artificiale)

L’estinzione dei dinosauri avvenuta a circa 66 milioni di anni fa potrebbe essere stata causata da più di un asteroide. A suggerire questa idea è uno studio pubblicato su Science Advances realizzato da ricercatori che hanno scoperto un nuovo cratere da impatto di asteroide che si trova nel fondale marino al largo delle coste africane.

Impatto dell’asteroide al largo dello Yucatan

Sappiamo che a dare il via a quella catena di eventi che ha poi portato all’estinzione di massa durante la quale sono scomparsi anche i dinosauri è stato, molto probabilmente, un asteroide che si è schiantato al largo della penisola dello Yucatan, in Messico, all’incirca 66 milioni di anni fa.

Scoperto nuovo cratere al largo della Guinea

I ricercatori che hanno realizzato il nuovo studio hanno dettagliato le caratteristiche di un altro cratere da impatto che si trova largo della costa della Guinea, Africa occidentale. Questo cratere, denominato dai ricercatori Nadir, si trova a circa 400 metri di profondità e, secondo i ricercatori, è stato creato proprio nel periodo in cui è impattato l’asteroide Chicxulub (quello finito al largo della costa del Messico) vicino al confine Cretaceo-Paleogene.

L’asteroide misurava circa otto chilometri

Questo asteroide, che aveva un diametro di circa 8 km (una dimensione paragonabile a quella del più noto asteroide Bennu), è stato scoperto con misurazioni sismiche tramite le quali i ricercatori sono riusciti a sondare le profondità del mare. I ricercatori credono che questo cratere possa essersi formato a seguito dell’impatto di un frammento causato dalla rottura di un asteroide più grande oppure da uno sciame di asteroidi. Di crateri da impatto di asteroidi marini ne sono stati scoperti molto pochi, neanche un paio di decine individuati in tutto il globo.

Simulazioni al computer del maremoto e del terremoto

Per conoscere queste caratteristiche i ricercatori hanno realizzato simulazioni al computer. Queste ultime hanno determinato la tipologia di collisione e gli effetti della collisione stessa. La collisione nel mare probabilmente ha generato uno tsunami enorme, con onde alte quasi 1000 metri. Un maremoto circa 1000 volte più grande di quello provocato dall’eruzione del vulcano Hunga Tonga-Hunga Ha’apai avvenuto il 15 gennaio scorso.
Lo stesso impatto con il fondale ha poi provocato un terremoto con una magnitudo superiore a 6,5, spiega Veronica Bray, ricercatrice del Lunar and Planetary Laboratory dell’Università dell’Arizona, un’esperta di crateri non solo terrestri ma presenti anche in altri corpi del sistema solare. L’asteroide di Chicxulub ha provocato un cataclisma ancora più grande ma quello di Nadir ha comunque causato una grossa devastazione locale.

Caratteristiche insolite del cratere

Il cratere è formato da una depressione di circa 8,5 km di diametro. Le caratteristiche insolite (bordo inusualmente rialzato e un sollevamento centrale) indicano un cratere da impatto con un asteroide. Inoltre sono state trovate tracce di materiale che sembra essere stato espulso fuori dal cratere al momento dell’impatto. Si tratta di depositi sedimentari “caotici” che si estendono per decine di chilometri, come spiega Uisdean Nicholson, geologo dell’Università Heriot-Watt di Edimburgo, il ricercatore che ha scoperto per primo il cratere.

Note e approfondimenti

  1. The Nadir Crater offshore West Africa: A candidate Cretaceous-Paleogene impact structure | Science Advances (DOI:: 10.1126/sciadv.abn3096)

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