Abitabilità della Terra, scienziati scoprono che anche il sale nel mare è stato fondamentale

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Il sale presente nei mari potrebbe essere stato fondamentale per lo sviluppo e per la persistenza della vita sulla Terra secondo un nuovo studio condotto dall’assistente professoressa di scienze della Terra Stephanie Olson della Purdue University. La ricercatrice ha realizzato un nuovo studio in cui spiega di aver scoperto che la presenza del sale nel mare può aver avuto impatti molto importanti sui livelli di abitabilità del nostro pianeta favorendo climi più caldi.

Mondi con gli oceani più salati possono contare su climi più caldi

La ricercatrice, con l’aiuto dei colleghi, ha usato nuovi modelli climatici per simulare diversi mondi con quantità diverse di sale sciolto nelle acque dei mari. Alla fine ha scoperto che quei mondi con gli oceani più salati possono contare su climi più caldi, una cosa che già da sola può favorire la presenza della vita.

Sale uno degli ingredienti principali per la vita sulla Terra primordiale?

La Olson crede infatti che le diverse quantità di sale che possono essere disciolte delle acque degli oceani possono influenzare il clima di un intero pianeta. Se questo è vero il sale diventa di diritto uno degli ingredienti principali per l’abitabilità della Terra primordiale, un periodo durante il quale il Sole era molto meno luminoso. Tuttavia il concetto che rende il sale uno dei protagonisti per l’abitabilità planetaria può applicarsi a qualsiasi altro pianeta.
Gli oceani più salati potrebbero infatti aver contribuito a mantenere più calda la superficie della Terra primordiale, durante le delicate fasi della vita batterica.

Oceani più salati tendono a congelare meno

Secondo i ricercatori gli effetti della presenza di sale di vari sul clima oggi sono modesti ma potrebbero essere stati molto più pesanti durante le prime ere della storia della Terra.
Si tratta di risultati che mostrano che le influenze dei gas serra sulle varie fasi climatiche di nostro pianeta non sono le uniche da prendere in considerazione. Come spiegano i ricercatori, gli oceani più salati tendono a congelare progressivamente a temperature sempre più basse.

Formazione del ghiaccio marino

La struttura dell’oceano stesso, la sua circolazione e il trasporto del calore oceanico alle latitudini più alte sono fattori che hanno forte influenza sulla formazione del ghiaccio marino. E differenze anche piccole nella formazione dello stesso ghiaccio marino possono a loro volta avere un peso molto forte sul clima globale anche a causa dell’effetto dell’albedo del ghiaccio.

Quantità di sale negli oceani possono cambiare

Le quantità di sale negli oceani possono cambiare, ad esempio, anche a causa dei cambiamenti degli apporti idrotermali o atmosferici di ioni negli oceani. Secondo i ricercatori l’attuale stabilità nel livello del sale nel mare potrebbe essere una coincidenza notevole oppure sarebbe provocata da un fenomeno ancora non conosciuto. Proprio per questo i modelli climatici che prendono in considerazione i livelli di salinità odierni possono portare a conclusioni fuorvianti per quanto riguarda l’intera storia climatica della Terra.

Note e approfondimenti

  1. The Effect of Ocean Salinity on Climate and Its Implications for Earth’s Habitability – Olson – 2022 – Geophysical Research Letters – Wiley Online Library (DOI: 10.1029/2021GL095748)

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