Aborto spontaneo: causa può risiedere anche in danni nel DNA dello sperma

Casi di aborti spontanei possono essere ricercati anche in danni nel DNA degli spermatozoi secondo una nuova ricerca che sarà presentata domani 24 marzo all’annuale meeting dell’Endocrine Society a New Orleans.

Perdite di gravidanza ricorrenti

In particolare lo studio prende in considerazione i casi di perdite di gravidanza ricorrenti (recurrent pregnancy loss, RPL), un caso che si definisce tale quando vengono perse tre o più gravidanze prima delle 20 settimane di gestazione.
Molto spesso, in questi casi, non viene identificata una causa, come riferisce Channa Jayasena, ricercatrice dell’Imperial College di Londra che ha condotto la ricerca.

Cause da ricercare anche nello sperma

Le cause non vengono rilevate anche perché i partner maschili delle donne che subiscono RPL non si sottopongono a visite o a controlli in quanto molto spesso, purtroppo anche da parte del medico, si dà per scontato che la causa sia da ricercare nella parte femminile.
Tuttavia, come ricorda la stessa Jayasena, lo sperma di gioca un ruolo importantissimo nella formazione della placenta, l’organo fondamentale per la crescita del feto e per la riuscita della gravidanza.

Danni al DNA dello spermatozoo

Di per sé i danni al DNA dello spermatozoo sono noti per il loro ruolo nella riduzione generale della fertilità maschile ma in questo caso la ricerca dimostra che questi danni possono avere un ruolo anche durante la gravidanza.

Metodo di ricerca e risultati

I ricercatori hanno analizzato 50 uomini sani le cui partner non avevano avuto aborti e li hanno confrontati con 63 uomini le cui partner avevano invece subito RPL.
Misurando i livelli di ormoni sessuali come il testosterone nonché lo stesso sperma ed eseguendo ulteriori test molecolari, i ricercatori scoprivano che il livello di una particolare entità chimica, denominata specie reattive dell’ossigeno (ROS), può danneggiare gravemente le cellule dello sperma degli uomini.
Nello specifico, gli uomini le cui partner avevano subito RPL erano caratterizzati da un livello quantitativo quattro volte maggiore di specie reattive dell’ossigeno.

Eventuale creazione di farmaci

Secondo la stessa Jayasena, qualora risultati di questa ricerca fossero confermate, “potrebbe essere possibile progettare farmaci futuri per fermare il danno del DNA dello sperma per trattare le coppie con RPL e ridurre il rischio di aborto spontaneo”.

Fonti e approfondimenti

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