Acidi biliari coinvolti nel senso di sazietà nel cervello secondo nuovo studio

(credito: 2021 EPFL/Schoonjans'lab)

Gli acidi biliari che raggiungono il cervello a seguito di un pasto aiutano a sopprimere l’assunzione di cibo, almeno nei topi. È quanto hanno scoperto alcuni ricercatori di un team internazionale, tra cui alcuni provenienti dall’EPFL. Gli stessi ricercatori hanno pubblicato uno studio su Nature Metabolism.[1]

Nel corso di esperimenti fatti sui topi, infatti, i ricercatori hanno scoperto che diversi acidi biliari “fuggono” dall’apparato digerente per poi accumularsi temporaneamente nel sangue e quindi, alla fine, arrivare nell’ipotalamo, una regione del cervello, e qui risiedere per un breve periodo di tempo. Tutto ciò sembra accadere solo dopo un pasto.
Tra le altre cose gli stessi scienziati hanno scoperto che la risposta degli acidi biliari negli anoressici viene mediata dal TGR5 (recettore Takeda G-coupled 5, un recettore di membrana sensibile agli acidi biliari e che si trova sulla superficie delle cellule nell’ipotalamo, cellule denominate neuroni AgRP/NPY. Si tratta di scoperte che potrebbero rivelarsi importanti per quanto riguarda il controllo fisiologico del comportamento alimentare dunque anche per l’anoressia così come per l’obesità.[1]

Note e approfondimenti

  1. Bile acids trigger satiety in the brain – EPFL (IA)
  2. Central anorexigenic actions of bile acids are mediated by TGR5 | Nature Metabolism (IA) (DOI: 10.1038/s42255-021-00398-4)

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