Acidificazione degli oceani potrebbe portare a gravi conseguenze per milioni di persone

Solo un deciso taglio dell’utilizzo dei combustibili fossili, e dunque e delle conseguenti emissioni, potrà forse contrastare in maniera decisa il livello di acidificazione degli oceani, uno dei maggiori problemi ambientali del nostro tempo.
L’acidificazione degli oceani potrebbe portare infatti a gravi conseguenze per milioni di persone in tutto il mondo, in particolare per coloro che vivono sulle fasce costiere.
Lo conferma un nuovo studio prodotto da Jason Hall-Spencer, professore di biologia marina presso l’Università di Plymouth, e da Ben Harvey , ora ricercatore presso il Centro di ricerca marina Shimoda dell’Università di Tsukuba.

In particolare i due ricercatori hanno analizzato gli effetti dell’acidificazione degli oceani intorno alla costa del Giappone. In queste regioni l’acidificazione sta infatti avendo un impatto molto forte sulla vita marina. Hanno poi analizzato lo stesso problema nel Mediterraneo e anche qui gli effetti sono abbastanza pesanti, in particolare sui pesci.

Non si tratta, in ogni caso, di regioni marine per le quali l’acidificazione è stata causata perlopiù dall’uomo: sia lungo determinate coste del Giappone che in varie regioni del Mar Mediterraneo le infiltrazioni di CO2 sono causate dai vulcani: il gas che fuoriesce va a dissolversi nell’acqua del mare creando poi condizioni simili a quelle che si prevedono per i mari di tutto il mondo nei prossimi decenni. Studiare queste regioni, dunque, è un po’ come guardare nel futuro.

Altri fattori sensibili al acidificazione sono le barriere create dagli organismi , fatte da conchiglie, scheletri vari, gusci di ostriche o coralli. Una volta degradate, queste barriere forniranno infatti una minore protezione costiera; al contempo l’habitat per pesci e molluschi andrà a ridursi costantemente.
Harvey dichiara: “Stiamo rilasciando circa 1 milione di tonnellate di anidride carbonica all’ora nell’atmosfera terrestre. Circa il 25% di questo gas viene assorbito dall’oceano dove reagisce con l’acqua di mare per formare un acido debole, causando un calo del pH superficiale dell’oceano di circa 0,002 unità all’anno. La chimica di questo rapido cambiamento nelle acque superficiali è compresa, eppure c’è incertezza sui suoi effetti sulla società, che è quello che stiamo cercando di superare in questo studio “.

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