Acidificazione degli oceani rende lumache marine meno in grado di resistere a predatori

Nucella ostrina (credito: Aaron Liston/Wikimedia CC BY-SA 4.0)

I livelli di acidificazione degli oceani sempre più alti provano problemi agli ecosistemi marini ed una nuova ricerca, condotta dalla Monterey Bay Aquarium Research Institute (MBARI), dimostra che può rivelarsi fatale anche per le lumache di mare.
L’acidificazione dei mari è causata dalla maggiore presenza di anidride carbonica nell’atmosfera, presenza dovuta più che altro all’utilizzo incessante di combustibili fossili da parte degli esseri umani.

Già in precedenza era stato dimostrato che esseri viventi come coralli e lumache di mare possono sviluppare scheletri e gusci più sottili e deboli in condizioni di acqua più acida.
Il nuovo studio, pubblicato su Marine Ecology Progress Series, mostra che l’acidificazione dei mari può anche influenzare il comportamento animale, in particolare le relazioni tra predatori e prede.

Secondo i ricercatori Jim Barry, Joshua Lord e Elizabeth Harper l’acidificazione dell’oceano rende alcune specie di lumache di mare più suscettibili di essere mangiate dai granchi verdi invasivi e in generale dai predatori.
Eseguendo diversi esperimenti nel laboratorio all’avanguardia dell’istituto che può simulare diverse condizioni marine, i ricercatori si sono accorti che quelle specie di lumache caratterizzate da un guscio fatto di aragonite, un minerale più sensibile rispetto alla calcite di cui sono fatti i gusci di altre specie, vedevano il guscio stesso dissolversi più rapidamente a seconda del livello di acidificazione.

I test in laboratorio hanno dimostrato che queste specie di lumache di mare, quelle con il guscio fatto di aragonite, probabilmente non avranno speranza nel prossimo futuro in quanto il loro guscio protettivo si corroderà inevitabilmente con l’aumentare inesorabile dell’acidificazione delle acque. Con un guscio protettivo più debole, saranno preda dei granchi e rischieranno concretamente l’estinzione.

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