Acidificazione degli oceani sta facendo mutare i merluzzi molto di più di quanto si pensasse

L'acidificazione dei mari sta portando a modifiche evolutive negative nelle larve dei merluzzi (credito: Catriona Clemmesen/GEOMAR)

Tra i vari problemi ambientali relativi alle acque vi è quello dell’acidificazione: l’oceano assorbe sempre maggiori quantità di anidride carbonica dall’atmosfera e ciò provoca una reazione chimica: il biossido di carbonio reagisce con l’acqua formando acido carbonico e ne consegue che il pH marino si abbassa sempre di più.
Si tratta di un problema non di poco conto per varie specie animali e in generale per gli ecosistemi anche se studi in tal senso non sono mai stati esaustivi del tutto.

Una nuova ricerca, pubblicata su Global Change Biology, mostra però che l’acidificazione dei vari può danneggiare gravemente le uova e le larve di merluzzo, molto di più di quanto si pensasse in precedenza.
Secondo Martina Stiasny di GEOMAR, prima autrice dello studio, “Fino ad ora, ci piaceva credere che almeno le larve sopravvissute sarebbero state in grado di affrontare queste condizioni e avrebbero potuto permettere alle specie di adattarsi attraverso le generazioni”, tuttavia gli stessi ricercatori fanno intendere che non è così.

Le larve che sopravvivono presentano difetti non indifferenti e ritardi nello sviluppo, in particolare per quanto riguarda le branchie che risultano molto sottosviluppate rispetto alla corporatura, come ricorda Catriona Clemmesen, ricercatrice del gruppo di ecologia larvale di GEOMAR e altra autrice dello studio.
Si tratta di un organo importantissimo per questi pesci in quanto va a regolare il consumo di ossigeno e soprattutto regola il livello di pH interno.

È proprio per questo che i ricercatori pensano che il pH modificato degli oceani possa essere responsabile di questa mutazione.
In generale le popolazioni di merluzzo sono sempre più declino e ciò porterà a problemi non solo per quanto riguarda la pesca e l’industria collegata ma soprattutto per gli ecosistemi marini.

Fonti e approfondimenti

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