Acqua su Marte sparita anche a causa delle tempeste di sabbia

Che fine ha fatto l’acqua che, si crede, una volta era ampiamente presente su Marte? Questa domanda sta arrovellando le menti di molti studiosi ed astronomi ma una risposta certa è lungi dal venire. Uno nuovo studio pone un’altra ipotesi sul tavolo: a far sparire l’acqua, o almeno parte di essa, potrebbero essere state le forti e grandi tempeste di sabbia, uno dei tratti più caratteristici del pianeta rosso.

Parliamo di tempeste quasi globali che coinvolgono buona parte del pianeta, fenomeni non rari su Marte e che sono stati rilevati già diverse volte dalle navicelle spaziali della NASA fin dagli anni 70 oppure dai rover inviati sul pianeta rosso dalla fine degli anni 90 in poi.
I problemi per quanto riguarda l’acqua marziana cominciarono quando il pianeta perse suo campo magnetico all’incirca 4 miliardi di anni fa. Con la scomparsa di questa vera e propria barriera protettiva, le particelle solari ebbero vita facile nello strappare le particelle d’acqua dalla superficie del pianeta per disperderle nello spazio.

Ad aiutare questo processo potrebbero essere state proprio le tempeste di polvere secondo un gruppo di studiosi che ha utilizzato i dati dell’ExoMars Trace Gas Orbiter (TGO), un orbiter lanciato dall’Agenzia Spaziale Europea.
L’orbiter ha analizzato le molecole d’acqua marziane nel corso della tempesta di sabbia del 2018, che tra l’altro mise fuori uso il rover Opportunity che da allora non si è mai più ripreso. Nel corso di questa tempesta di sabbia, il TGO individuò notevole quantità di molecole d’acqua ad una distanza più alta nel cielo marziano rispetto alla superficie, ossia ad una distanza di più di 80 km al suolo.

Si tratta di un punto dove l’aria è molto sottile e dove le radiazioni solari hanno gioco facile nel rompere le molecole d’acqua nelle loro parti costituenti disperdendo poi queste ultime nello spazio.
Ciò dimostrava che era stata proprio la tempesta di sabbia a portare le molecole d’acqua più in alto rispetto alle condizioni normali.

Fonti e approfondimenti

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