
Lo studio, pubblicato su Heliyon, [1] esplora metodi innovativi per convertire le acque reflue in fertilizzanti preziosi utilizzando trattamenti fungini.
Rivoluzione del trattamento fungino
I ricercatori dell’Università dell’Illinois Urbana-Champaign hanno esaminato il potenziale dell’utilizzo di Trametes versicolor, un fungo del marciume bianco, per convertire le acque reflue di liquefazione idrotermale (HTL-AP) in nutrienti disponibili per le piante. Questo processo non solo scompone i complessi composti organici azotati, ma rimuove anche i metalli pesanti tossici, rendendo le acque reflue più sicure e più benefiche per l’uso agricolo.
Combinazione di processi fungini e batterici
Il primo studio, condotto da Vitória Leme, ha mostrato significativi aumenti nelle concentrazioni di nitrati e ammoniaca dopo il trattamento di HTL-AP con T. versicolor. Lo studio di follow-up, condotto da Karla Lopez, ha dimostrato risultati ancora maggiori combinando il trattamento fungino con un processo di nitrificazione batterica. Questo duplice approccio ha aumentato i livelli di nitrati nelle acque reflue di 17 volte. È un metodo efficiente per creare fertilizzanti dai rifiuti.
Applicazioni future e sostenibilità
Sulla base di queste scoperte, Paul Davidson e il suo team si stanno ora concentrando sull’applicazione delle acque reflue trattate ai sistemi di colture idroponiche. Questo metodo non solo supporta l’agricoltura sostenibile, ma riduce anche la necessità di trasportare biomassa pesante su lunghe distanze. La ricerca evidenzia il potenziale della creazione di un’economia circolare tramite la lavorazione dei rifiuti vicino alla fonte, come gli allevamenti suini, e il loro utilizzo a livello locale per fertilizzare le colture.

