Acufene, lavoratori nel settore della musica più a rischio secondo studio

I lavoratori dell’industria musicale sarebbero più a rischio di acufene secondo un nuovo studio realizzato da ricercatori del Manchester Center for Audiology and Deafness, Università di Manchester.
Secondo quanto spiega su The Conversation Samuel Couth, uno degli autori dello studio, nell’ambito di un progetto teso a comprendere meglio gli effetti dell’esposizione al rumore forte da parte dei musicisti, i ricercatori hanno analizzato i dati relativi all’acufene e in generale alle difficoltà uditive di 23.000 persone, dati conservati in un database on-line contenente varie informazioni mediche e relative agli stili di vita di più di mezzo milione di cittadini britannici.

I ricercatori scoprivano anche che la salute e lo stile di vita non avevano molto effetto per quanto riguarda i rischi dell’acufene e in generale per le difficoltà uditive. Il fattore principale di rischio per l’acufene, a fronte dei dati analizzati, sembrava infatti essere l’esposizione al rumore, cosa che coinvolge maggiormente tutti i lavoratori del settore musicale, non solo i musicisti ma anche altri componenti del personale a loro legati.

Ad esempio i ricercatori scoprivano che i lavoratori nel campo musicale mostravano quasi il doppio delle probabilità di incorrere nell’acufene rispetto alle persone che lavoravano nel settore finanziario, indice abbastanza chiaro del collegamento con il rumore relativo alla musica al quale i primi sono più spesso esposti.

La maggior parte dei concerti procura uno rumore continuo superiore ai 100 dB e, considerando i limiti consigliati per il rumore nelle attività professionali dalle autorità sanitarie del Regno Unito, i lavoratori dell’industria musicale non dovrebbero essere esposti a un rumore del genere per più di 15 minuti senza adeguate cuffie o protezioni per le orecchie, cosa che naturalmente non sempre accade dato che un concerto può durare anche ore e che difficilmente si sono visti musicisti e personale vario dotate di cuffie antirumore.

Proprio per questo i ricercatori che hanno prodotto questo studio si stanno ora chiedendo come si può incoraggiare tutto il personale legato al mondo della musica a cambiare questo comportamento e come lo si può incoraggiare ad utilizzare protezioni per l’udito.

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