Agricoltori del futuro saranno scienziati dei dati e programmatori

“Gli agricoltori del futuro saranno probabilmente scienziati dei dati, programmatori e mandriani robot”: è questa l’affermazione contenuta nell’articolo di presentazione di un nuovo studio apparso su Science Robotics.
La nuova ricerca lascia intendere chiaramente che l’agricoltura del futuro sembra segnata in tal senso, nonostante sia una delle attività più antiche al mondo: sarà dominata dai robot e dall’intelligenza artificiale.

Secondo due professori dell’Università della Florida, infatti, i robot e la tecnologia dell’informazione domineranno fattorie e campi coltivati nei prossimi decenni.
Di fronte a quelle che possono essere definite come vere e proprie sfide globali per una maggiore produzione di cibo, sono gli stessi ricercatori a sollecitare i coltivatori in modo che ripensino in maniera radicale al loro approccio all’agricoltura.

Ad oggi, come riferisce Senthold Asseng, ingegnere agricolo e biologico che insieme a Frank Asche ha redatto lo studio, ci siamo già abituati all’idea di trattori autonomi che vanno su e giù per i campi ma si tratta solo di un “accenno” a quello che avverrà in futuro.
Innanzitutto vi saranno droni che raccoglieranno informazioni 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 riguardo alla quantità e alla qualità dei raccolti e al livello della crescita delle piante.

Poi, sul suolo, i classici macchinari pesanti guidati dagli esseri umani saranno sostituiti da macchinari robotici più leggeri che eviteranno quello che è uno dei problemi principali relativi proprio ai macchinari pesanti: la compattazione del suolo e dunque una ridotta crescita delle radici.
Infine una varietà di sensori fissi forniranno un monitoraggio costante non solo riguardo alle piante coltivate ma anche nei confronti del bestiame.

I ricercatori vedono tutti questi cambiamenti, naturalmente, come un beneficio per tutta l’umanità ma non vi è alcun accenno riguardo al bisogno sempre più piccolo di manodopera, cosa che potrebbe portare, sostanzialmente, nel giro di pochi anni, ad una disoccupazione di massa per quanto riguarda tutto il settore dell’agricoltura, e parliamo di un comparto davvero enorme.

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