Alcuni dei laghi su Titano causati da esplosioni di azoto secondo nuovo studio

Rappresentazione artistica di un lago al polo nord di Titano (credito: NASA/JPL-Caltech)

Titano, una delle lune di Saturno, è nota per i suoi numerosi “laghi” ripieni di metano che si trovano sulla sua superficie.
Una nuova ricerca, pubblicata su Nature Geoscience, mostra che alcuni di questi laghi che mostrano bordi più ripidi sarebbero in realtà crateri formatisi a seguito di esplosioni provocate dall’azoto.

Titano è l’unico corpo del sistema solare che sembra avere liquido in maniera stabile sulla sua superficie. Non si tratta di acqua ma di metano ed etano, idrocarburi che sulla Terra si trovano perlopiù sotto forma di gas ma che, nel clima freddo di questa luna di Saturno, si trovano in forma stabile sotto forma di liquido.

Analizzando i dati raccolti dalla sonda Cassini della NASA, in particolare quelli del suo ultimo volo ravvicinato intorno a Titano, un team internazionale di ricercatori, guidato da Giuseppe Mitri dell’Università degli Studi Gabriele d’Annunzio in Italia, è giunto alla conclusione che la morfologia di alcuni di questi laghi non può essere spiegata con i modelli carsici.

Quest’ultimo modello propone che le depressioni che hanno danno vita ai laghi che si possono vedere su Titano sono state causate dal metano liquido che dissolve il substrato roccioso intagliando dei “serbatoi”.
Secondo Mitri e colleghi alcuni dei laghi più piccoli situati intorno al Polo Nord di Titano vantano dei bordi molto ripidi la cui formazione difficilmente può essere spiegata con questa teoria.

Secondo il ricercatore sacche di azoto liquido nella crosta riscaldata di Titano possono trasformarsi in gas esplosivo.
Queste esplosioni formano i crateri che poi si riempiono con il metano liquido.

Le esplosioni potrebbero essere state causate, durante il passato di Titano, da fasi di riscaldamento localizzato che trasformavano l’azoto liquido in vapore facendolo espandere in maniera molto rapida fino a provocare un’esplosione.

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