Alghe per combattere i virus? Nuovo studio ne esalta proprietà

Abstract grafico (credito: DOI: 10.1016/j.algal.2021.102331 | Algal Researc)

Un team di ricercatori del Pacific Northwest National Laboratory (PNNL) sta cercando di capire come sfruttare le alghe per contrastare i virus. Le alghe, infatti, sono organismi fotosintetici che si sono diversificati tantissimo nel corso della loro evoluzione. Ad esempio, solo considerando l’aspetto morfologico, alcune di esse sono microscopiche, altre possono essere lunghe quanto un albero.
Tuttavia quello che più interessa agli scienziati sono i composti che contengono e che hanno sviluppato, nel corso di centinaia di milioni di anni, per rispondere ai vari fattori di stress del loro ambiente.

Negli oceani ci sono tantissimi virus

Molte alghe vivono degli oceani dove esistono tantissimi virus. Lo stesso comunicato del del Pacific Northwest National Laboratory (PNNL) spiega che in una sola goccia di acqua marina possono esistere 10 milioni di virus. Non è quindi insensato pensare che le alghe possono contare su particolari meccanismi, soprattutto su particolari composti, per contrastare l’azione degli stessi virus.
Ed è proprio la diversità biologica delle alghe a rappresentare il loro maggior vantaggio evolutivo, come lascia intendere Michael Huesemann, ricercatore del progetto DISCOVR del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti che ha realizzato lo studio.

I ricercatori hanno analizzato tantissimi studi

Il ricercatore ha analizzato tantissimi studi precedenti riguardanti le alghe e gli antivirali, studi risalenti fino al 1956. Si è accorto che quasi tutti i composti presenti nelle alghe sono stati studiati poco e quelli che sono stati studiati sono ancora nelle prime fasi della ricerca. Potrebbero essere migliaia, secondo il ricercatore, i composti utili presenti nelle alghe che ancora non sono stati scoperti.

Composti nelle alghe possono fare da “guardiani” per i virus

Il ricercatore ha per esempio trovato di composti derivati dalle alghe che possono fare da “guardiani”, tramite un rivestimento protettivo, per proteggere le vie principali delle infezioni virali, anche quelle dei coronavirus, o per rendere più difficile l’attività di replicazione del virus.
Inoltre ci sono alcuni composti, come ha scoperto il ricercatore scartabellando tra tantissimi studi precedenti, che possono intrappolare i virus replicati o che possono aumentare la risposta immunitaria del corpo all’infezione.

Virus del futuro: sfruttare alghe sarà fondamentale

Sfruttare le alghe per produrre nuovi farmaci per i virus dovrebbe essere una strada da battere maggiormente per il prossimo futuro. La deforestazione, l’aumento della popolazione e i cambiamenti climatici, infatti, spiegano i ricercatori nell’abstract, non faranno che aumentare il numero dei virus che possono infettare gli esseri umani e che possono farlo con sempre maggiore facilità.
Gli stessi farmaci antivirali, spiegano, dovranno essere accessibili e convenienti nonché ampiamente distribuiti a grandi popolazioni. I composti naturali, soprattutto quelli prelevati dalle alghe, sarebbero in tal senso ideali.

Alghe utili anche per produrre biocarburanti

Inoltre gli stessi ricercatori, come spiega Scott Edmundson, un biologo esperto di Dio prodotti derivati dalle alghe, hanno scoperto che le stesse alghe possono essere usate per produrre biocarburanti in processi più o meno economici.

Note e approfondimenti

  1. Fighting Viruses with Algae | PNNL (IA)
  2. Viral inhibitors derived from macroalgae, microalgae, and cyanobacteria: A review of antiviral potential throughout pathogenesis – ScienceDirect (IA) (DOI: 10.1016/j.algal.2021.102331)

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Data articolo