Alghe tossiche, persone con problemi al fegato più esposte alle tossine secondo studio

Abstract grafico dello studio (credito: Toxins 2019, DOI: 10.3390/toxins11090486)

Secondo un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università di Toledo, Stati Uniti, le persone che hanno precedenti di malattie epatiche sono più soggette ai problemi che possono causare le alghe tossiche.
I microbi presenti nelle alghe tossiche, durante la fioritura, possono produrre una classe di tossine denominate microcistine.

Queste ultime possono influenzare, più fortemente di quanto pensato in precedenza secondo i ricercatori dietro questo studio, per le persone con malattia del fegato grasso non alcolica (NAFLD).
Secondo quanto riferisce il comunicato stampa che presenta la ricerca pubblicata sulla rivista Toxins , questa tossina può infatti aumentare gli effetti di questa malattia anche quando essa è presente a bassi livelli.

Secondo David Kennedy, professore di medicina presso l’università americana e autore principale dello studio, questa ricerca suggerisce “che ci sono alcuni gruppi di persone che devono prestare maggiore attenzione e potrebbero essere più sensibili alle tossine da microcistina. Potremmo aver bisogno di esplorare linee guida preventive speciali per quelle persone in termini di quanta microcistina sono esposte attraverso l’acqua potabile o altri mezzi”.

I ricercatori hanno effettuato esperimenti sui topi testando gli effetti della microcistina-LR (MC-LR) su topi sani. Questi ultimi sono stati esposti alla microcistina ogni quarantott’ore per quattro settimane; i ricercatori notavano una mortalità precoce e aumenti significativi dei livelli di fosfatasi alcalina e marcatori istopatologici di danno epatico oltre ad una sovraregolazione dei geni associati a epatotossicità, necrosi, epatocarcinogenicità nongenotossica e risposta allo stress ossidativo, come riferito nell’abstract dello studio (vedi secondo link più sotto).

Qualche raro decesso collegato alla microcistina prodotta dalle alghe tossiche è stato segnalato per esempio in un gruppo di pazienti affetti da dialisi renale in Brasile mentre diversi casi di cani morti per l’esposizione alle cosiddette “alghe blu-verdi” (cianobatteri) sono stati segnalati in diverse parti, soprattutto negli Stati Uniti.

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