Algoritmo di apprendimento automatico che predice fulmini sviluppato da informatici tedeschi

I fulmini possono avere gravi conseguenze non solo per le persone e le strutture ma anche perché possono sconvolgere l’ambiente innescando degli incendi.
Prevedere i temporali con maggiore precisione, anche per quanto riguarda la localizzazione, resta dunque di primaria importanza.

Jens Dittrich, professore di informatica presso l’Università del Saarland, insieme al suo studente Christian Schön, ha dunque pensato di sviluppare un software che potesse essere di aiuto in tal senso. I due hanno così sviluppato un nuovo algoritmo che si rivela più potente dei precedenti e che riesce a prevedere i temporali con maggior precisione.

Al di là delle a livello di precisione di questo algoritmo, questa ricerca si rivela importante perché esplora la possibilità dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per quanto riguarda la previsione localizzata dei fenomeni meteorologici.
E questo vale ancora di più per i temporali c’è bisogno di una notevole precisione quando devono essere previsti in una specifica regione località: lo spostamento delle masse d’aria fredde e calde deve essere infatti rilevato in anticipo e con molta precisione.

Il software è capace di usare immagini bidimensionali, quelle prodotte dai satelliti, per rilevare spostamenti di masse d’aria tridimensionali. Lofa grazie ad un nuovo algoritmo che calcola sostanzialmente un’immagine futura.
L’algoritmo è stato addestrato con la tecnica dell’apprendimento automatico per minimizzare gli errori. Alla fine si è rivelato così preciso che i ricercatori sono ora in grado di calcolare con una relativa precisione fulmini e tuoni.

Come riferisce lo scienziato, l’algoritmo, basandosi solo sulle immagini satellitari, può prevedere i lampi con una precisione del 96% in una finestra di previsione che può durare 15 minuti. In una finestra di previsione di cinque ore,il grado diprecisione rimane comunque superiore all’83%.
Come spiega il professor Dittrich, questi sono i risultati quando si uniscono le grosse masse di dati che gli strumenti di oggi, in questo caso i satelliti, possono fornirci alla potenza computazionale odierna: i computer ora sono in grado di riconoscere modelli che resterebbero del tutto nascosti ai nostri occhi.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo


Resta aggiornato su Facebook