Algoritmo genera facce umane così realistiche da sembrare foto

Abbiamo già parlato in passato dell’evoluzione, in termini di miglioramenti dei livelli qualitativi, per quanto riguarda la composizione di immagini realistiche da parte di algoritmi. Uno nuovo aggiornamento arriva con un particolare sito, Thispersondoesnotexist.com, che utilizza una particolare codice rilasciato dai ricercatori della Nvidia su GitHub per creare volti di persone estremamente realistici.
Il sito è molto spartano e semplice: una volta che lo si apre ci si trova di fronte ad una faccia umana che sostanzialmente sembra una fotografia. Aggiornando la pagina comparirà un’altra faccia e aggiornando ancora, un’altra, e così via.

Si tratta di facce di persone che non esistono e che vengono create dalla software nel momento stesso dell’aggiornamento della pagina. Ogni faccia è unica nel senso che difficilmente troverete doppioni aggiornando la pagina anche migliaia di volte.
Il metodo di composizione si basa sul machine learning: all’algoritmo sono stati dati in pasto centinaia di migliaia di volti con centinaia di migliaia di espressioni e in centinaia di migliaia di contesti. Ogni volta che si carica la pagina sul sito, l’algoritmo generavano una nuova faccia umana da zero.

Creato da Phillip Wang, questo sito, nella sua estrema semplicità, mostra però l’estrema complessità dei livelli a cui sono giunti gli algoritmi basati sul machine learning, sostanzialmente quegli algoritmi che imparano da soli, e, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, ci fa comprendere quanto sia importante saper riconoscere il falso dal vero sull’Internet odierna dove foto, video e finanche testi possono essere prodotti da macchine in maniera molto simile a quanto fanno gli esseri umani.

L’algoritmo si basa sulla generative adversarial network (GAN) che genera immagini di molti artificiali imparando da un set di dati di volti reali. L’algoritmo era stato originariamente pubblicato da Nvidia su GitHub con il nome di StyleGAN e può essere applicato non solo a volti di essere umani ma sostanzialmente a tutti gli oggetti o agli ambienti possibili (basta dargli in pasto foto reali).
Inutile spiegare perché Nvidia sia interessata ad algoritmi del genere: poter ricreare personaggi e mondi in 3-D senza, sostanzialmente, l’intervento umano ma in maniera “procedurale” potrebbe facilitare moltissimo la composizione di grafica 3D per qualsiasi programma, in primis proprio i videogiochi.

Video su YouTube che descrive il funzionamento dell’algoritmo:

Fonti e approfondimenti

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