Algoritmo può proteggere aerei dalle ceneri espulse con eruzioni vulcaniche

Un nuovo algoritmo che funziona scansionando le immagini scattate dai satelliti meteorologici e che è in grado di identificare e tracciare le nubi di cenere che vengono iniettate nell’aria a seguito delle eruzioni dei vulcani è stato segnalato in una ricerca apparsa su Earth and Space Science.

Le ceneri espulse dai vulcani a seguito delle eruzioni rappresentano un problema non di poco conto per gli aerei. Le ceneri possono infatti impiegare pochissimi minuti a percorrere anche 10-11 km in altezza raggiungendo così le altitudini usuali dei jet commerciali.

Una volta che questi ultimi incappano in queste vere e proprie nuvole possono contrarre vari problemi ai motori. L’unico modo per aiutare i piloti degli aerei è tracciare questi pennacchi di cenere in tempo reale. Ed è proprio quello che cercano di fare con questo algoritmo gli scienziati della National Oceanic and Atmospheric Administration di Madison, Wisconsin, capitanati da Michael Pavolonis, uno scienziato fisico.

Una volta scansionate le immagini satellitari, il software è in grado infatti di misurare la temperatura, l’altezza e la traiettoria delle nubi in espansione prevedendo dunque la loro posizione in un determinato punto dello spazio. La più grande sfida che hanno dovuto superare i ricercatori nel comporre questo algoritmo è stata quella di distinguere tra i vari tipi di nuvole, sostanzialmente tra le nubi di cenere vulcanica e quelle più classiche dei grandi temporali. L’algoritmo identifica le prime analizzando la loro temperatura dato che le nubi di cenere surriscaldate quando si alzano nel cielo si raffreddano rapidamente.

Fonti e approfondimenti

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