Allevare gamberi che mangiano lumache di mare trasportatrici di pericoloso parassita

Macrobrachium rosenbergii (credito: BD FOODS, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons)

Allevare gamberi in acquacoltura per ridurre l’impatto delle lumache d’acqua dolce che trasmettono un parassita che causa, negli esseri umani, la schistosomiasi, conosciuta anche come “febbre della lumaca”, ossia la seconda malattia parassitaria più grave al mondo dopo la malaria.

Questa è l’idea è arrivata ad un gruppo di scienziati dell’Università della California a Berkeley che intendono dunque sfruttare il vorace appetito e la netta preferenza dei gamberetti per queste lumache onde ridurre la trasmissione e la proliferazione di questi parassiti in quelle aree in via di sviluppo o povere in cui la stessa schistosomiasi risulta ancora comune.

Secondo Christopher Hoover, ricercatore di Berkeley che ha condotto lo studio, si può sfruttare il processo dell’acquacoltura, che si sta diffondendo rapidamente in molte parti del mondo, non solo per alleviare lo stress apportato dalla pesca classica ma anche per ottenere vantaggi indiretti.
Il parassita, infatti, non è in grado di infettare i gamberi e quindi una volta che le lumache sono state mangiate non ci sono più pericoli per gli esseri umani.

“Siamo in grado di progettare sistemi per massimizzare i profitti, pur avendo un impatto sostanziale sulla riduzione delle malattie, contribuendo potenzialmente a sollevare le popolazioni dalla povertà nelle economie emergenti e in via di sviluppo”, sottolinea Hoover lasciando intendere quanto questa tattica potrebbe essere profittevole sotto vari punti di vista.

I risultati potrebbero essere conseguiti analizzando con attenzione i punti più ottimali in cui stoccare e allevare i gamberi, sostanzialmente quelli in cui sono più presenti le lumache di mare vettori.
Le specie di gamberi da allevare sarebbero la Macrobrachium vollenhovenii e la Macrobrachium rosenbergii.

La schistosomiasi colpisce attualmente 250 milioni di persone all’anno uccidendone fino a 200.000. La diffusione agli esseri umani avviene principalmente quando le persone entrano in contatto con l’acqua all’interno della quale si trovano le lumache che trasportano il parassita.
Ci sono farmaci per il trattamento ma sono costosi dunque non sono disponibili in tutte le aree, in special modo in quelle più povere.

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