Alte dosi di vitamina D possono portare a danni renali secondo studio

Microfotografia tubulointerstiziale del paziente di 54 anni che mostra microcalcificazioni (credito: CMAJ April 08, DOI: https://doi.org/10.1503/cmaj.180465)

Secondo uno studio apparso su CMAJ, rivista dell’associazione dei medici del Canada, un abuso della vitamina D potrebbe portare, tra vari effetti collaterali, anche a danni ai reni.
Lo studio si è avvalso soprattutto di degli effetti collaterali individuati su un uomo di 54 anni tornato da un viaggio nel sud-est asiatico.

Dopo aver passato in questi luoghi molto tempo al sole, al ritorno l’uomo mostrava altri velli di creatinina, livelli che suggerivano dei danni ai reni. Uno specialista dei reni ha poi scoperto che gli erano state prescritte alte dosi di vitamina D da un naturopata, terapia che l’uomo ha seguito per oltre due anni e mezzo assumendo tra 8 e 12 gocce di vitamina al giorno per un totale di 8000-12000 UI.

I livelli molto alti di calcio nel sangue gli hanno dunque procurato il danno renale. Secondo Bourne Auguste, medico del General Hospital di Toronto e ricercatore dell’Università di Toronto, la diffusa disponibilità in varie formulazioni da banco della vitamina D può rappresentare un rischio sostanziale soprattutto per i pazienti non informati.
Ciò può valere in ogni caso anche per i medici che dovrebbero essere meglio informati sui rischi connessi sull’abuso della vitamina D.

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