Alzheimer, nuovo farmaco può contrastare effetti negativi sulla memoria

Uno nuovo farmaco sviluppato da un team di ricercatori dell’Università di Buffalo e dalla Tetra Therapeutics può contrastare alcuni sintomi della malattia di Alzheimer tra cui la perdita di memoria e i danni apportati ai nervi.

È quanto dichiara un comunicato stampa apparso sul sito della stessa università americana e il relativo studio apparso sul Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics.
Il farmaco, denominato BPN14770, contrasta gli effetti negativi dell’accumulo della beta amiloide, accumulo che porta allo sviluppo del morbo di Alzheimer, sulla memoria.

Il farmaco si basa su quei meccanismi che permettono al corpo di far sì che non si sviluppi demenza nonostante il paziente possa essere diagnosticato con l’Alzheimer, come specifica Ying Xu, professore associato presso la Scuola di Farmacia dell’università americana ed uno degli autori dello studio: “Tali osservazioni implicano che la patologia dell’Alzheimer può essere tollerata dal cervello in una certa misura a causa di meccanismi compensativi che operano a livello cellulare e sinaptico”.

Questo suggerisce, infatti, che il corpo stesso può rivolgersi a meccanismi “compensativi” per far restare integro, almeno per un certo periodo, il sistema nervoso.
Non si tratta di un farmaco che cura l’Alzheimer o che ne rallenta la progressione ma di un farmaco che potrebbe essere d’aiuto nel rallentare alcuni dei sintomi che provoca, tra cui la perdita di memoria e in generale i problemi legati alla memoria.

Lo stesso Ying Xu dichiara nel comunicato stampa: “La nostra nuova ricerca suggerisce che BPN14770 potrebbe essere in grado di attivare molteplici meccanismi biologici che proteggono il cervello da deficit di memoria, danni neuronali e alterazioni biochimiche”.

I ricercatori hanno per ora eseguito esperimenti sui topi e hanno scoperto che questo farmaco sperimentale aumenta la segnalazione dell’adenosina monofosfato ciclico (cAMP) inibendo l’azione di un enzima che svolge un ruolo chiave nella formazione della memoria. Questo protegge lo stesso cervello dagli effetti tossici della beta amiloide.

Ora la stessa Tetra Therapeutics sta conducendo studi clinici di fase 2 sperimentando questo farmaco su pazienti con Alzheimer precoce e su adulti con sindrome dell’X fragile, un altro disturbo che causa disabilità intellettive.

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